Correre il rischio di aprire il cuore - Divenire Magazine

Correre il rischio di aprire il cuore: perché può valerne la pena.

Vivere con un cuore aperto credo sia un percorso di ricerca e crescita che può durare una vita intera.
Ma cosa significa riaprire il cuore ? Ci hanno infarcito di visioni idealizzate e romantiche che suggeriscono che avere un cuore aperto significa provare solo sentimenti di gioia, amore, benevolenza, attitudine positiva verso gli altri.

Nulla di più falso dal mio personale punto di vista, senza alcuna pretesa che si tratti della verità.

Io credo che aprire il cuore sia una ricerca continua ed incessante di verità, la verità che abita dentro di noi. E’ una disponibilità a sintonizzarsi con quello che c’è momento per momento. E’ un atteggiamento di accoglienza verso tutti i sentimenti che si alternano in modo ambivalente e mutevole al nostro interno. La piena presenza a noi stessi e a ciò che abita il nostro cuore ci mette poi di fronte ad un’altra meravigliosa ma faticosa sfida: la possibilità di condividere i nostri sentimenti e la nostra vulnerabilità in modo autentico mettendoli al centro della relazione con chi e’ significativo per noi. Non e’ una passeggiata. Significa correre dei rischi. Richiede coraggio. Sono tanti i fantasmi che si risvegliano dal nostro inconscio.Cosa accadrà se io mi aprirò davvero a lui/lei? Ed ecco che il corteo delle paure provenienti dalle esperienze relazionali della nostra infanzia viene a farci visita. E allora inizio a temere che se aprirò il mio cuore a questa persona così importante per me il mio cuore andrà di nuovo in pezzi…lei mi rifiuterà, o mi abbandonerà, o mi umilierà, o mi controllerà, o abuserà di me, mi schiaccerà, mi manipolerà e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo una sola chance per liberarci da queste paure. Correre il rischio di aprirci ( non a chiunque, sia beninteso). Come ogni azione antidoto ai nostri automatismi anche questa ci metterà a confronto con emozioni inconsce sottostanti l’automatismo stesso. Guardarle in faccia, respirarci dentro, riattraversarle sentendo la fiducia che si può e che non moriremo ancora di dolore, apre la porta alla guarigione delle nostre ferite e dei nostri traumi relazionali. E apre la possibilità di entrare in connessione profonda con chi e’ significativo per noi, di chiunque si tratti: amico o amica, partner, mamma, papà, fratello o sorella e anche cane o gatto!Possiamo guarire affondando nello stesso luogo in cui ci siamo ammalati: nelle relazioni. Molti dei nostri problemi relazionali sono determinati da rotture della connessione. Il conflitto e’ successivo e le cause più visibili sono secondarie. Aprire il cuore significa dunque in primis aprirci a sentire cosa accade al nostro interno,quali emozioni abitano il nostro cuore, qui, ora. E poi coltivare il coraggio di condividere la nostra vulnerabilità superando paura e vergogna. Dalla condivisione delle reciproche verità si apre la strada per un incontro a cuore aperto.

Spesso ci sembra di vivere già aperti, ci sembra di essere disponibili all’amore ( nel senso più ampio del termine) e non ci accorgiamo di quanto la pulsione ad amare porti con se’ bisogno irrisolti. Ho bisogno delle tue cure, della tua approvazione, della tua guida. Per alcuni contiene una componente infantile o romantica.

Le ferite del nostro passato ci portano non di rado a creare un’inconsapevole scissione tra il nostro Io più razionale e il cuore. Questa separazione interna che distrugge la nostra integrità e interezza, ci toglie grazia e spontaneità. Nella cornice di questa scissione può accadere che ci sia una predominanza della testa e allora avremo un cuore con confini rigidi, quasi impenetrabili. Saremo irraggiungibili e il nostro cuore difficilmente raggiungerà gli altri o le esperienze della vita.Le nostre relazioni saranno caratterizzate da una tendenza a tenere l’altro a distanza e da una falsa autonomia che si appoggia all’illusione di non aver bisogno di nessuno. Se domina il cuore invece a discapito della testa, avremo un cuore con confini sottilissimi. Tutto ci arriva dritto al cuore in modo troppo intenso. Saremo sensibili alle offese, facilmente soggetti ad essere feriti. Vivremo in uno stato di eccessiva e continua esposizione. Nelle relazioni tenderemo ad aggrapparci e a dipendere dall’altro per sopravvivere. L’assenza di confini non ci permette di sentirci solidi e autonomi sulle nostre gambe. E quindi la credenza e’: ‘Se l’altro se ne va io muoio’.

Dunque per riaprire il cuore dobbiamo in primis comprendere perché si e’ chiuso tanto tempo fa e quali antiche paure lo tengono imprigionato. La bioenergetica ci offre una serie di strumenti volti a sciogliere le contrazioni corporee che si sono create a seguito di ferite che hanno oltraggiato il nostro cuore. In queste tensioni sono rimaste intrappolate emozioni del passato, rimosse perché intollerabili per la psiche di un bambino. Permettere a queste emozioni di riaffiorare sulla soglia della coscienza e consapevolizzare le esperienze del passato che hanno dato origine a quelle emozioni così intollerabili apre la strada verso la nostra integrità perduta.

Se cuore e testa riprendono a dialogare tra loro, noi ridiventiamo più aperti all’amore e questo ci rende maggiormente liberi dai nostri bisogni irrisolti e dai condizionamenti negativi del passato.E allora anche l’incontro con l’altro nascerà dal desiderio di donare la propria pienezza più che dal bisogno di colmare una mancanza.

E così iniziano ad accadere magie…

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