Il mito di Cura

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“La Cura mentre stava attraversando un fiume, scorse del fango cretoso; pensierosa, ne raccolse un po’ e incominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere lo spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando la Cura pretese imporre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo proibì e volle che fosse imposto il proprio. Mentre la Cura e Giove disputavano sul nome, intervenne anche la Terra, reclamando che a ciò che era stato fatto fosse imposto il proprio nome, perché aveva dato ad esso una parte del proprio corpo. I disputanti elessero Saturno a giudice. Il quale comunicò ai contendenti la seguente giusta decisione: “Tu, Giove, che hai dato lo spirito, al momento della morte riceverai lo spirito; tu, Terra, che hai dato il corpo, riceverai il corpo. Ma poiché fu la Cura che per prima diede forma a questo essere, fin che esso vive lo possieda la Cura. Per quanto la controversia sul nome, si chiami homo poiché è fatto di humus (Terra)”. (M.Heidegger, Essere e tempo, pagg.308-309).

Il mito di Cura ha permesso a Martin Heidegger, filosofo tedesco, di individuare la “cura” come elemento centrale dell’essere umano. Questa essenza è proprio data dalla compresenza di ciò che ci caratterizza, ossia la Terra, quindi il corpo, e lo spirito.

Compreso il fatto che siamo un sinolo di materia e spirito, possiamo comprendere l’importanza della cura di se stessi nel rapporto e nell’apertura con il mondo e con gli altri. Infatti l’uomo ha origine dalla cura e grazie ad essa si caratterizza la possibilità di cogliere l’importanza del rapporto con se stessi e con gli altri nel nostro essere umani.

Secondo il filosofo tedesco la cura (fursorge) può assumere un significato di autenticità od inautenticità. Inautentica è la cura che toglie agli altri le loro cure, dandogli direttamente ciò di cui hanno bisogno (per esempio procurare cibo a qualcuno che non sa procurarselo) e questo può assumere il valore di “essere insieme”. Quella autentica aiuta gli altri a rendersi liberi di potersi assumere le proprie cure, insegnando pertanto a qualcuno come potersi realizzare nel proprio essere.

Secondo Heidegger questo assume il valore di “coesistere” (per esempio insegnare a qualcuno come procurarsi il cibo di cui ha bisogno).

La differenza tra “essere insieme” e “coesistere” consiste proprio nel fatto che una persona libera di poter scegliere esprime la condizione di colui o colei che progetta e che liberamente si mette nella condizione di scegliere per se stessa; siamo spesso coinvolti in situazioni che ci privano della possibilità di scegliere e in questo caso diviene importante riflettere sul “come” ci possiamo comportare in determinate situazione, ossia sul “modo”, portando le nostre scelte ad essere rispettose della nostra autenticità, e nel rispetto, ovviamente, della altrui libertà.

La “cura” è quindi essenziale in ogni scelta progettuale che ci coinvolge. Saper porre attenzione ai nostri bisogni ed ai nostri desideri, quindi agli aspetti biologici ed a quelli “esistenziali”, diviene fondamentale per scegliere “come” fare e “cosa” fare nelle situazioni che divengono essenziali per la nostra felicità.

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