Psicologia e Social Network

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Per chi come me è nato in un’epoca non dominata dai social network, a volte risulta difficile potersi muovere all’interno di un sistema che paradossalmente non è definito da confini ben percepibili.
L’essere umano ha avuto migliaia di anni di tempo per affinare i rapporti umani faccia a faccia, fatti di scambi comunicativi e meta-comunicativi estremamente complessi e soprattutto immediati. Uno sbadiglio, un sorriso, una fronte aggrottata, un tono di voce particolare, sono i segnali che ci permettono di comprendere quali reazione stiamo inducendo o quali noi stessi stiamo assumendo in un dialogo vis a vis con qualcun altro.

Negli ultimi anni, in particolar modo gli ultimi dieci anni circa, molti scambi relazionali, quelli del mondo online, avvengono nella completa assenza dell’interazione corporea. Nel mondo della rete, oltre a mancare il contatto faccia a faccia, viene a mancare anche la vicinanza fisica, e si introducono aspetti nuovi, quali per esempio la percezione dell’anonimato, l’assenza di un feedback immediato su quanto viene detto o scritto, la mancanza di certezza dell’identità delle persone che ci ascoltano o ci leggono. Il mezzo di comunicazione è per lo più fondato su testi scritti o immagini e questo può comportare una specie di trasformazione di come ci conosciamo e percepiamo. Questi aspetti non vogliono nascondere l’importanza e la ricchezza che il mondo di internet offre alla nostra società ed al nostro sistema di conoscenza.

Così come possiamo a volte percepire il nostro comportamento differente in base all’ambiente che stiamo frequentando, anche online possiamo essere influenzati dalle specificità che occorrono in un determinato momento. Partendo dal presupposto che quanto possiamo scrivere in rete può essere modificato in modo più o meno attento, il controllo che abbiamo su quanto produciamo, è molto più elevato, e può portare a sviluppare caratteristiche che magnificano gli aspetti positivi e che attenuano quelli negativi, facendoci apparire come persone nuove rispetto alla nostra solita realtà, e questo anche solo per avere sensazioni diverse rispetto alla quotidianità dei rapporti vis a vis.

La mancanza di riscontri immediati su quanto abbiamo espresso online, può scatenare forme di disinibizione che possono essere accentuate anche dalla percezione di anonimato, che ci portano a divulgare molte informazioni personali e molti pensieri che verrebbero probabilmente censurati nei rapporti umani interattivi. E’ molto frequente, per esempio, che in rete, si sviluppino fenomeni così definiti di echo chambers, ossia luoghi virtuali in cui le interazioni avvengono solamente tra coloro che condividono una medesima opinione o comunque una stessa “idea di mondo”, producendo pertanto una polarizzazione di opinioni, dove le interazioni si svolgono con persone che già sono d’accordo tra loro, acuendo un possibile conflitto con coloro che non sono d’accordo.

Una modalità questa che coinvolge anche il modo di comunicare tra persone, che vede un incremento di toni aggressivi; come già anticipato l’assenza di segnali interattivi, come per esempio la postura del corpo altrui, il tono della voce, i sorrisi, possono rendere le comunicazioni come più aggressive e meno modulate sulla relazione con gli altri, quasi come se mancasse una forma di sintonizzazione sul sentire comune. La trasformazione del sistema comunicativo in una versione maggiormente pragmatica, può nascondere l’ironia ed il sarcasmo, modalità comunicative che risultano molto più complesse da rendere nei soli messaggi scritti.

Un rapporto fatto di interazioni faccia a faccia può essere a volte percepito come più faticoso da affrontare, tuttavia è anche nella risoluzione dei conflitti e delle incomprensioni, che si genera la possibilità di rafforzare i rapporti con le persone che ci circondano… non solo in rete.