Distinguere tra passato e presente - Divenire magazine

Ti amo perché voglio amarti, non perché sei indispensabile per la mia felicità

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“Ti amo perché voglio amarti, perché ti ho scelto e perché mi piace starti accanto; non perché sei indispensabile per la mia felicità”
(W. Riso)

Nelle relazioni, la persona dipendente finisce per cedere su tutto e accondiscendere a ogni richiesta del partner, anche quando questo significa sacrificare se stesso o andare contro ai propri valori. L’assenza di limiti del dipendente affettivo rappresenta una sorta di polizza sulla vita, gli serve per non correre il rischio di perdere chi hanno accanto.

Per questo motivo, finiscono spesso per subire ogni forma di maltrattamento, finiscono per sacrificare così tanto i loro bisogni da perdere se stesso. Ma che senso ha perdere se stessi per assicurarsi la vicinanza dell’altro? È questo il paradosso intrinseco della dipendenza affettiva!

💔 Fa l’errore di credere che il loro mondo giri attorno alla persona “amata”
Se si soffre di dipendenza affettiva la vita si modella attorno al partner. Infatti, le persone dipendenti cambiano modo di approcciarci alla relazione per meglio adattarsi alle esigenze della persona che hanno al loro fianco.
Nonostante si frequenti qualcuno, dovremmo sempre continuare a realizzare le attività che ci piacciono. Per una persona dipendente, però, le cose non vanno in questo modo. Chi soffre di dipendenza affettiva, comincia ad adeguarsi ai gusti del compagno, mettendo da parte tutto ciò che amava fare prima di incontrarlo
Perché succede? Perché le persone dipendenti non vedono la coppia come due soggetti indipendenti che condividono la vita. Intendono la relazione come la fusione di due individui in uno.

💔 Pensa che la felicità non dipenda più da se stesso
La nostra felicità non può dipendere dal comportamento degli altri, questo però non vale per chi soffre di dipendenza affettiva. Per esempio: una brutta parola, il partner che ci ignora o cose simili, possono trasformare un giorno piacevole in un momento buio e malinconico. Il dipendente affettivo soffre dell’incapacità di essere felice e crede che solo l’altro possa permettergli di provare qualcosa ed esistere (è come se vivesse per procura).

💔 Fa l’errore di temere di essere abbandonato
Per il dipendente affettivo, il partner assume il ruolo del salvatore, diventa lo scopo dell’esistenza, e l’assenza dell’oggetto amato, anche se temporanea, dà la sensazione al soggetto di non esistere, di avere un vuoto, di non avere più una propria identità.
Infatti, il dipendente affettivo non lascia mai il proprio partner, a meno che non sappia, con assoluta certezza, di avere un sostituto pronto a rimpiazzarlo. In caso contrario, vive con la costante paura di essere abbandonato, per questo dà la priorità alle necessità dell’altro e fa di tutto per compiacerlo. In altre parole si sottomette. Ciò genera nel dipendente affettivo l’ossessione per il controllo della situazione.

💔 Crede che la felicità consisti a stare accanto al partner nonostante tutto
Anche se sostiene di esserlo, il dipendente affettivo non sa cosa significhi essere felice. Ogni volta che percepisce il rischio di essere lasciato, il dipendente affettivo rischia un attacco di panico. Il partner diventa una droga a cui afferrarsi per ricevere la dose giornaliera.

💔 Come guarire dalla dipendenza affettiva?
Chi soffre di dipendenza affettiva non deve pensare che non esista soluzione. E’ però necessario affrontare la situazione da una nuova prospettiva. La dipendenza affettiva si combatte con l’autoconsapevolezza! Affronta la spinosa questione che puoi stare da solo; non ha senso legarsi a qualcuno solo per non sentire il vuoto. Il processo di guarigione non sarà semplice, ma chi ha detto che è facile uscire da una dipendenza?

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