Non è mai troppo tardi

Un laboratorio di teatro e di scrittura per over 40 Mancano tre incontri al termine del laboratorio di teatro e scrittura autobiografica che conduciamo insieme per la prima volta: è arrivato il momento di decidere cosa fare con gli importanti materiali emersi in questi mesi di lavoro. Proveremo a cucire tutto ciò che abbiamo sperimentato per creare una messa in scena oppure ci fermeremo prima … Continua a Leggere Non è mai troppo tardi

Raccontarsi: una storia di anoressia. La testimonianza di Emma.

E non avevo fame. Allora capii che la fame è un istinto di chi guarda le vetrine dal di fuori. L’entrare la disperde.  Emily Dickinson Durante un incontro individuale di scrittura, mentre lavoravamo sulle memorie sensoriali, Emma si è bloccata. Mi ha detto che non aveva alcun ricordo rispetto al gusto. Ho avvertito di essere di fronte ad un suo segreto: Emma aveva incontrato un … Continua a Leggere Raccontarsi: una storia di anoressia. La testimonianza di Emma.

Ulisse e Penelope. Raccontarsi con i miti.

…Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca versi tratti da “Itaca”, Konstantinos Kavafis   Quando guardiamo la nostra storia e decidiamo di provare a raccontarla, ci sentiamo spesso attratti dalle figure della mitologia classica. I miti sono racconti dall’enorme potere simbolico: … Continua a Leggere Ulisse e Penelope. Raccontarsi con i miti.

Oltre la siepe. Una storia di malattia e di cura. La testimonianza di L.

Tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia Karen Blixen Ricevo e pubblico questa testimonianza che mi ha molto commossa, è una storia autentica che abbiamo reso anonima per proteggere l’identità della persona che l’ha prodotta. Molto spesso, purtroppo, nei reparti ospedalieri medici e personale sanitario dimenticano che le persone non sono soltanto la malattia che li ha colpiti ma … Continua a Leggere Oltre la siepe. Una storia di malattia e di cura. La testimonianza di L.

Il silenzio e le parole. Il tempo giusto per raccontare.

Porta con te un po’ di tempo da farci star dentro il nostro silenzio che sappia accudire i nostri racconti e non li disperda tra i rumori del mondo Angelo Andreotti, “La faretra di Zenone” Ho incontro Adele durante il primo incontro di un laboratorio narrativo che vuole sollecitare la produzione di storie e di testimonianze di malattia e di cura di pazienti e dei … Continua a Leggere Il silenzio e le parole. Il tempo giusto per raccontare.

Alla fine della storia. ll rito del congedo.

È proprio quando si crede che sia tutto finito che tutto comincia.   D.Pennac, “Il giro del cielo” Lucia mi sorride e io scorgo una piccola borsa di tessuto tra le sue mani, pregusto il piacere di ricevere un dono prezioso: il suo libro è finalmente pronto, me lo consegna sorridendo: – Non ci credevo, ma l’aver passato due giorni a rileggere la mia autobiografia … Continua a Leggere Alla fine della storia. ll rito del congedo.

Gli oggetti, la memoria e le emozioni.

Ognuno di noi è riconoscibile nei tanti oggetti che possiede, in essi sono rintracciabili i sedimenti psichici della propria storia personale.   “Gli oggetti e la vita”, Giovanni Starace Anche quest’anno il laboratorio di scrittura si svolgerà nella sala adiacente il piccolo museo della biblioteca: il luogo è perfetto perché cercheremo di far parlare le cose grazie alle storie di coloro che fra poco arriveranno. … Continua a Leggere Gli oggetti, la memoria e le emozioni.

Un’apertura inaspettata: la mia storia è cominciata così.

Nell’uomo avviene una doppia nascita: una prima volta nel grembo materno e una seconda volta nella libertà: l’uomo nasce una volta per sé e una volta insieme con gli altri. R.Tagore Come posso raccontare la mia nascita? Non potendo averne un ricordo diretto, la mia ricostruzione dovrà basarsi sui racconti e sulle narrazioni di altri. Ho appena iniziato a scrivere di me e subito devo … Continua a Leggere Un’apertura inaspettata: la mia storia è cominciata così.