Senza rinunciare allo splendore: stare, come una ginestra…

Mila piange, di fronte a me, quasi sopraffatta. Non le rimangono che le sue lacrime e non riesce a vedere una luce, una possibile fine alla sua sofferenza. La conosce bene, è da tanto che la sente, dentro di sé. Così tanto che quasi non ricorda come sia sentirsi in pace. Ha sempre lottato molto nella vita e ora, le pare, se ne stanno andando … Continua a Leggere Senza rinunciare allo splendore: stare, come una ginestra…

L’arte di lasciare andare… ma cosa?

Spesso nel lavoro terapeutico incontro la fatica delle persone a distogliere lo sguardo – e a volte addirittura la presa – dal passato. Le memorie delle esperienze passate possono incistarsi in modo così profondo, dentro di noi, da impedirci di focalizzare la nostra attenzione al momento presente, che è l’unico realmente esistente. Se non si lavora su un doppio binario, quello mentale e quello corporeo, … Continua a Leggere L’arte di lasciare andare… ma cosa?

Quando dietro una difficoltà scolastica c’è un’esperienza traumatica.

“Samuel, so che a volte è faticoso toccare certi argomenti, ma quello che ti succede mi incuriosisce molto e penso sia importante esplorarlo un po’. Vorrei capire insieme a te in che occasione, per la prima volta, ti è successo di associare una parte del corpo a un grosso spavento. Sono qui con te in questa esplorazione, se dovessi incominciare a provare un forte disagio … Continua a Leggere Quando dietro una difficoltà scolastica c’è un’esperienza traumatica.

L’intelligenza del corpo: memorie traumatiche e presente salvifico. - Divenire Magazine

L’intelligenza del corpo: memorie traumatiche e presente salvifico.

Emma è una donna minuta e apparentemente vulnerabile. Ha vissuto molte esperienze drammatiche, ha sofferto – anche fisicamente – in modo indicibile. Ma dalla prima volta che l’ho incontrata, in studio, capisco di avere a che fare con una guerriera, un’esploratrice delle pieghe dell’essere, una creatura intensa, vibrante, nonostante tutto mossa dall’amore per la vita. Nel nostro primo incontro Emma comincia a raccontarmi, come un fiume in piena, le dure e innumerevoli vicissitudini che hanno caratterizzato la sua vita. Non è la prima volta che si rivolge ad un psicoterapeuta, e sembra impaziente di raccontarmi i dettagli delle sue fatiche. Mano a mano che parla, però, la vedo irrigidirsi, sgranare gli occhi sempre di più, respirare con crescente affanno. Continua a Leggere L’intelligenza del corpo: memorie traumatiche e presente salvifico.