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Amare è imparare a ricevere

Amare è imparare a ricevere
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Amare è imparare a ricevere
Ho imparato presto
a tenere le redini,
a fare del controllo una corona,
a versare senza mai tendere la coppa.
Credevo fosse amore
questo darsi senza fondo,
questa lanterna sempre accesa
anche quando il buio era mio.
Credevo che bastasse
avanzare,
realizzare,
danzare dentro il cerchio
da sola e per gli altri
come se l’interezza
fosse una performance
e non un dono che si riceve.
Ma c’è un momento
in cui il corpo sa
quello che la mente trattiene:
che dare senza mai aprire le mani
non è generosità
è difesa.
Ricevere fa paura
perché assomiglia a cadere,
alla struttura che non vuole cedere,
alle mura edificate
sotto un cielo che lampeggiava
quando ero ancora piccola
e nessuno sapeva dirmi
sei abbastanza così.
Eppure è lì, in quella caduta,
che imparo la lingua nuova.
Imparare a ricevere
non è aspettare immobile.
È un atto
prendere con la stessa cura
con cui si prende uno strumento,
scegliere il nutrimento
come si sceglie una via,
riconoscere che la tenerezza offerta
merita una mano aperta
e non una porta chiusa.
Amare, allora,
non è solo versare.
È tendere la coppa
quando qualcuno vuole riempirla.
È lasciare che le dita di un altro
trovino il nodo
che non riuscivo a sciogliere da sola.
È imparare
lentamente,
come si impara una lingua antica
che ricevere non è perdere.
È il modo più coraggioso
di restare.
Gloria Volpato
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