Sciogliere il ghiaccio dell’anima in una giornata di pioggia.

Non ci lasciamo mai andare a piangere con tutta la disperazione che vorremmo. Forse abbiamo paura di annegare nelle lacrime e che non ci sia nessuno a tirarci in salvo. E.Jong Lunedì, 15.30. Piove. Marta ha gli occhi tristi, la voce è fievole, quasi impercettibile. Oggi ha un abito a fiori, lungo. Sta in silenzio. È di nazionalità cinese. È un’artista. Ma non si è … Continua a Leggere Sciogliere il ghiaccio dell’anima in una giornata di pioggia.

Lentamente muore un amore.

Lentamente muore un amore quando smettiamo di guardarci negli occhi, lentamente muore quando ci tocchiamo per sbaglio, quando abbiamo solo parole di colpevolizzazione e di critica, lentamente muore quando pensiamo unicamente a tutto ciò che non riceviamo, perché pensiamo di offrire già troppo. Lentamente muore ogni giorno un amore, quando ci diciamo solo le cose da fare e quelle da comperare, quando ci diciamo gli … Continua a Leggere Lentamente muore un amore.

Senza rinunciare allo splendore: stare, come una ginestra…

Mila piange, di fronte a me, quasi sopraffatta. Non le rimangono che le sue lacrime e non riesce a vedere una luce, una possibile fine alla sua sofferenza. La conosce bene, è da tanto che la sente, dentro di sé. Così tanto che quasi non ricorda come sia sentirsi in pace. Ha sempre lottato molto nella vita e ora, le pare, se ne stanno andando … Continua a Leggere Senza rinunciare allo splendore: stare, come una ginestra…

Sentire per ascoltare. Il potere conoscitivo della sintonizzazione.

Parlare è il modo di esprimere se stesso agli altri. Ascoltare è il modo di accogliere gli altri in se stesso. Wen Tzu Nel mio gruppo di donne ci sono persone che hanno la volontà di mettersi in gioco, nonostante la fatica e la paura. Spesso capita che, partendo da una considerazione più o meno semplice, si apra un momento importante di condivisione. Durante uno … Continua a Leggere Sentire per ascoltare. Il potere conoscitivo della sintonizzazione.

Sacco pieno-sacco vuoto: tempo dei bambini e preoccupazioni dei genitori.

Da alcuni anni svolgo il mio lavoro d’aiuto psicologico con i bambini, gli adolescenti e i loro genitori, e sempre più spesso mi trovo a constatare come i miei giovani pazienti abbiano un’agenda di impegni che nulla ha da invidiare a quella di importanti manager e professionisti. Vediamo così bambini che, dopo la fatica cognitiva della giornata scolastica, sono chiamati a svolgere almeno tre tipi … Continua a Leggere Sacco pieno-sacco vuoto: tempo dei bambini e preoccupazioni dei genitori.

Scegliere uno spazio per sé, scegliersi. La sindrome del colon irritabile.

“Noi soffriamo per i sogni. Noi guariamo con i sogni”. G. Bachelard Giovedì ore 9.30. Luce. Si siede sulla poltrona bianca. Estrae come ogni settimana lunghi appunti di sogni dalla borsetta. “ Sto andando dalla dottoressa, entro nel suo studio, che è un po’diverso dal reale, molto grande, con la porta d’ingresso che conduce in un salotto nel quale vi è un divano e altri … Continua a Leggere Scegliere uno spazio per sé, scegliersi. La sindrome del colon irritabile.

Il sugo della vita: piacere e creatività.

“Uno che non suona è senza sugo”. Così diceva un padre al figlio per indirizzarlo verso la musica. In quel caso si trattava di una passione comune, ma al suonare potremmo sostituire una gran quantità di cose: il ballo, la musica, l’arte in generale. Ma cos’è questo sugo? Cosa rende la nostra vita saporita? È ciò che ci rende vivi, ciò che ci fa vibrare … Continua a Leggere Il sugo della vita: piacere e creatività.

Mamme annaspanti. I figli non sono solo della madri.

“Cara Elasti, è vero che la maternità e le sue varie sfumature sono una grande, grandissima gioia ma quanto è pur vero che si annaspa! Si annaspa per lavorare, per avere un minuto di tempo per sé, per scambiare due parole con un’amica o con il compagno. Io ho due figli, di cui una ha appena un anno, e mi ritrovo da sola a Milano … Continua a Leggere Mamme annaspanti. I figli non sono solo della madri.

L’arte di lasciare andare… ma cosa?

Spesso nel lavoro terapeutico incontro la fatica delle persone a distogliere lo sguardo – e a volte addirittura la presa – dal passato. Le memorie delle esperienze passate possono incistarsi in modo così profondo, dentro di noi, da impedirci di focalizzare la nostra attenzione al momento presente, che è l’unico realmente esistente. Se non si lavora su un doppio binario, quello mentale e quello corporeo, … Continua a Leggere L’arte di lasciare andare… ma cosa?

Il mito di Cura

“La Cura mentre stava attraversando un fiume, scorse del fango cretoso; pensierosa, ne raccolse un po’ e incominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere lo spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando la Cura pretese imporre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo … Continua a Leggere Il mito di Cura