Mamme annaspanti. I figli non sono solo della madri.

Tempo di lettura: 3 minuti“Cara Elasti, è vero che la maternità e le sue varie sfumature sono una grande, grandissima gioia ma quanto è pur vero che si annaspa! Si annaspa per lavorare, per avere un minuto di tempo per sé, per scambiare due parole con un’amica o con il compagno. Io ho due figli, di cui una ha appena un anno, e mi ritrovo da sola a Milano … Continua a Leggere Mamme annaspanti. I figli non sono solo della madri.

L’arte di lasciare andare… ma cosa?

Tempo di lettura: 2 minutiSpesso nel lavoro terapeutico incontro la fatica delle persone a distogliere lo sguardo – e a volte addirittura la presa – dal passato. Le memorie delle esperienze passate possono incistarsi in modo così profondo, dentro di noi, da impedirci di focalizzare la nostra attenzione al momento presente, che è l’unico realmente esistente. Se non si lavora su un doppio binario, quello mentale e quello corporeo, … Continua a Leggere L’arte di lasciare andare… ma cosa?

Il mito di Cura

Tempo di lettura: 2 minuti“La Cura mentre stava attraversando un fiume, scorse del fango cretoso; pensierosa, ne raccolse un po’ e incominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere lo spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando la Cura pretese imporre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo … Continua a Leggere Il mito di Cura

Nemmeno un dito dietro il quale nascondermi

Tempo di lettura: 1 minutoMannaggia a quando ho accettato di entrare in una terapia di gruppo! Sospettavo io che ci fosse un trabocchetto. Io che pensavo di potermi rilassare mentre a lavorare con la terapeuta è un altro paziente! Il mio inconscio esultava: bene, forse stasera la passiamo liscia e si torna a casa senza spargimenti di lacrime. Macché! Puntualmente, io e i miei neuroni a specchio finiamo travolti … Continua a Leggere Nemmeno un dito dietro il quale nascondermi

E se la storia più triste non fosse la mia?

Tempo di lettura: 1 minutoSe mi sento pronta per passare dalla terapia individuale a una di gruppo? Beh, sì, posso anche provarci. Mi ritengo socievole e curiosa. Seduta tra i nuovi compagni di terapia mi chiedo per l’appunto cosa cribbio abbiano combinato per essere lì con me, che non sono molto a bolla. Sembrano simpatiche persone del tutto normali. Scopro presto di essere parecchio loquace e di annoiarle alquanto. … Continua a Leggere E se la storia più triste non fosse la mia?

Non si può mai sapere

Tempo di lettura: 1 minutoSe entri in terapia che hai capelli lunghi e lisci, può accadere che ne esci con una zazzera riccia. Se inizi con un viso da martire, lungo e tirato anche quando sorridi, può essere che ne esci con un viso tondo e sorridente anche quando non sorridi. Se la prima volta che siedi sulla poltroncina ti angoscia sapere se il tuo sedere ci starà tutto, … Continua a Leggere Non si può mai sapere

Il transfert

Tempo di lettura: 1 minutoA un certo punto, lo ricordo bene, la terapeuta mi appare bellissima. Letteralmente. Non c’è parte di lei che non lo sia: le mani, le gambe, la voce, le collane che cambia, gli abiti, i piedi. Gli occhi poi, quelli meglio non guardarli troppo. E davanti a lei mi sento brutta, insignificante, scialba ed emaciata. Oh quanto vorrei essere come lei! Chissà dove compra i … Continua a Leggere Il transfert

Il piacere di non aver piacere. Disturbi alimentari e sessualità.

Tempo di lettura: 3 minutiOgni volta che alimentiamo l’anima, è garantita una crescita. Estés Pinkola “Dovrei fare a pezzi la suora che c’è in me. In adolescenza avevo chiesto alle suore se facevo peccato a fare sesso. Poi ho avuto una bella pensata: facciamo che io non sento il mio corpo, così tu provi piacere ed io anche nel non provarlo. In più non faccio peccato”, riflette Giorgia ad … Continua a Leggere Il piacere di non aver piacere. Disturbi alimentari e sessualità.

L’alfabeto di Framura. Una narrazione collettiva.

Tempo di lettura: 6 minutiLe cose passano; la loro impronta – significati possibili, tracce, echi, risonanze – sopravvive nella parola di chi, ricordando, racconta.   Mario Barenghi, su “Doppiozero” Al ritorno da Framura, l’appuntamento annuale con il residenziale di psicoterapia intensiva del Centro Divenire, ho proposto ai partecipanti di inviare pensieri, riflessioni, frammenti e testimonianze dei loro vissuti. Abbiamo condiviso un’esperienza speciale e ho immaginato che il mio desiderio di … Continua a Leggere L’alfabeto di Framura. Una narrazione collettiva.

Paura di muoversi, paura di muovere le acque.

Tempo di lettura: 1 minuto“Faccio Soul Motion da diversi mesi. Mia moglie no. Dice che non le piace muoversi. Ho insistito perché venisse, ma lei non ha mai mostrato interesse, nonostante il mio entusiasmo. Lei si accorgeva dei benefici di questa pratica su di me, ma la sua risposta è sempre stata un NO. L’altro giorno, senza che le chiedessi nulla, mi ha detto: Sì. Vengo alla prossima classe! … Continua a Leggere Paura di muoversi, paura di muovere le acque.