Sano egoismo o falso altruismo? Dalla trappola del dover essere alla libertà di diventare se stessi - Divenire Magazine

Sano egoismo o falso altruismo? Dalla trappola del dover essere alla libertà di diventare se stessi.

‘I miei genitori sono malati e anche se mi logora occuparmi di loro, anche se finiscono per maltrattarmi e umiliarmi quando li vedo, io non riesco a sottrarmi a questa spirale negativa’. ‘ Io non sento più nulla per lui, questo rapporto mi prosciuga, mi consuma, mi toglie tutte le energie e io non sento lo spazio per potermi esprimere ed essere me stessa perché non vengo accettata nella mia natura ma solo svilita, accusata, una continua critica. Eppure mi sentirei egoista se lo lasciassi perché so che lui ha bisogno di me per star bene, è già così tanto depresso.’ ‘Avrei tanto bisogno di un po’ di tempo per me ma non posso concedermelo. I miei figli se io vado via come faranno?’ ‘Non ho voglia di investire in questa carriera, non mi piace neanche un po’, ma non posso deludere mio padre che ci ha creduto tanto, ne morirebbe’. Potrei andare avanti all’infinito nel riportare esempi che riportano la diffusa tendenza a sentirsi egoisti o addirittura immorali nel momento in cui non ci si sacrifica per gli altri. Continua a Leggere Sano egoismo o falso altruismo? Dalla trappola del dover essere alla libertà di diventare se stessi.

Mi ami davvero? Stiamo un po’ a vedere. L’origine della manipolazione affettiva - Divenire Magazine

Mi ami davvero? Stiamo un po’ a vedere. L’origine della manipolazione affettiva.

‘ Ieri ero al gruppo che frequento ormai da un paio di anni e per la prima volta ho sentito il piacere di appartenere. È una cosa nuova per me, solitamente mi metto ai margini, un passo indietro’, esordisce Gaia. ‘ Bene Gaia, inizia ad accadere qualcosa di nuovo e mi fa piacere. Sapresti dire a cosa ti serve solitamente metterti ai margini? Cosa vuoi evitare?’ ‘Mmm, sai che non saprei? Non mi è così chiaro’. ‘ Ok, prova a chiudere gli occhi e ad immaginare di essere in un cerchio di persone, un passo indietro rispetto a loro. Prova a sentire com’è per te star lì’, ai margini. E poi immagina con un balzo in avanti di entrare dentro…dentro il cerchio. Resta in ascolto di cosa ti accade.’ Continua a Leggere Mi ami davvero? Stiamo un po’ a vedere. L’origine della manipolazione affettiva.

La qualità della presenza: breve storia della mia crescita personale. - Divenire Magazine

La qualità della presenza: breve storia della mia crescita personale.

Quando iniziai la mia formazione in psicologia e poi in psicoterapia ero convinta che la cosa veramente importante per fare successivamente questo mestiere sarebbe stata imparare le tecniche giuste per lavorare con i pazienti, apprendere tutto il necessario, divorare quanti più libri possibile. E poi, un po’ in ultimo, sarebbe stata utile anche la mia terapia personale, richiesta dalla scuola per tutti gli anni di formazione. Un di cui insomma. Ci penso’ quello che poi divenne il mio terapeuta, già attraverso il primo contatto telefonico, a farmi planare velocemente verso il basso. ‘ Salve, mi chiamo Francesca Scarano, sono una studentessa di psicoterapia e la chiamo perché mi piacerebbe iniziare un percorso con lei. Sa ci sono delle ore di terapia da totalizzare e….’. Continua a Leggere La qualità della presenza: breve storia della mia crescita personale.

Ama la goccia che fa traboccare il vaso. Piccole storie di cambiamento 2 - Divenire Magazine

Ama la goccia che fa traboccare il vaso. Piccole storie di cambiamento – 2.

Cosa provoca il cambiamento? Quali sono i fattori che lo favoriscono o, al contrario, lo frenano? Come può la scrittura tenerne traccia? Nel linguaggio comune, la goccia che fa traboccare il vaso è la metafora di situazioni limite che provocano, irritazione, ansia, frustrazione e rabbia. Ho ritrovato queste parole scrivendo a lungo sul tema in preparazione del laboratorio, così mi sono resa conto che, alcune volte, i cambiamenti esistenziali – quelli che danno una direzione al nostro tragitto e per questo poi diventano poi materia del nostro narrare – , sono innescati proprio dal “traboccare” del nostro vaso. Continua a Leggere Ama la goccia che fa traboccare il vaso. Piccole storie di cambiamento – 2.

Se il tuo pene parlasse, cosa direbbe? - Divenire Magazine

Se il tuo pene parlasse, cosa direbbe?

“Io ho delle preoccupazioni che tu non ascolti, io non sono una cosa che scatta al tuo comando. Per questo, quando mi obblighi a stare con qualcuno che non mi va mi ritiro e non partecipo al festino che hai in mente”. Queste sono le parole con cui esordisce il Pene di Giorgio. Impersonare le diverse parti di noi, dandone voce, è una tecnica fondamentale nella Terapia della Gestalt. Si tratta della cosiddetta “tecnica della sedia vuota o sedia calda” in cui il paziente esterna un dialogo interno per ampliare la consapevolezza delle dinamiche interiori. A volte il dialogo avviene tra il paziente e la parte di sé collocata sulla sedia, come in questo caso, altre volte, la parte di sé sulla sedia parla direttamente al terapeuta, altre volte ancora si costellano dei veri e propri gruppi, in cui le diverse parti interagiscono tra di loro in presenza del terapeuta che fa da agevolatore. Continua a Leggere Se il tuo pene parlasse, cosa direbbe?

Se ami i tuoi figli, sparisci ogni tanto. La mamma-google e i danni dell’iperpresenza.

Abbiamo la falsa credenza che amare significa esserci fisicamente. Insomma facciamo coincidere la relazione con l’idea della presenza, rendendo l’assenza un tabù, tale per cui la parola stessa è diventata sinonimo di carenza o addirittura di morte. Ho fatto questa riflessione dopo aver incontrato tutte le reazioni di stupore per il fatto che mi ritirassi qualche giorno dalla mia famiglia per frequentare un seminario a cui tenevo molto: “Che bravo, io non potrei mai lasciare i miei figli per quattro giorni al loro padre”, oppure: “Il mio bambino non è ancora pronto per questa esperienza”. Continua a Leggere Se ami i tuoi figli, sparisci ogni tanto. La mamma-google e i danni dell’iperpresenza.

Dire di no. Piccole storie di cambiamento - Divenire Magazine

Dire di no. Piccole storie di cambiamento.

Maria arriva trafelata, si butta sulla poltrona, mi guarda e dice trionfante: “Ce l’ho fatta! Ho detto di no all’ennesima richiesta del mio capo.” Per quello che mi ha raccontato di sé e per l’eccitazione evidente che ha invaso la stanza, so che questo è un traguardo per Maria. Ma visto che è qui, che è nella stanza della scrittura che ha deciso di portare quanto le è accaduto, vorrei che di questo suo traguardo ne serbasse traccia. Continua a Leggere Dire di no. Piccole storie di cambiamento.

Anche le vagine piangono. Il piacere delle donne e la vulnerabilità - Divenire Magazine

Anche le vagine piangono. Il piacere delle donne e la vulnerabilità.

La sessualità è una componente fondamentale della nostra energia vitale e creativa e quando è soffocata o repressa influisce sul bilancio energetico complessivo e può essere all’origine anche di disturbi sia fisici che psichici. I nostri modi di vivere il sesso e l’intimità hanno un comune denominatore e sono influenzati da sentimenti profondi di inadeguatezza, vergogna, paura, insicurezza che ci portiamo dietro come fardelli castranti dalla nostra storia passata. Continua a Leggere Anche le vagine piangono. Il piacere delle donne e la vulnerabilità.

Quando mia madre mi dice ti voglio bene. Le vicissitudini dell’amore-odio tra madre e figlia. - Divenire Magazine

Quando mia madre mi dice ti voglio bene. Le vicissitudini dell’amore-odio tra madre e figlia.

Quando mia madre mi dice ti voglio bene, io non le credo. Glielo hai mai detto? Si, quando ero un’adolescente. E Lei come reagiva? Come tutte le madri delle adolescenti di allora. Bofonchiava qualcosa, tipo che età è questa, e se ne andava a fare le faccende di casa. Puoi provare a dirle qui perché non le credi tuttora? No, non voglio. Perché? Non servirebbe a niente. Non dico di dire che odi tua madre nella sua totalità, ma solo di esprimere quello che hai sentito rispetto ad un fatto o a dei fatti che sono accaduti tra di voi. Continua a Leggere Quando mia madre mi dice ti voglio bene. Le vicissitudini dell’amore-odio tra madre e figlia.

Ho bisogno di amare per non morire: dal tunnel della dipendenza affettiva alla fiducia della rinascita - Divenire Magazine

Quel maledettissimo bisogno di te: dal tunnel della dipendenza affettiva alla fiducia della rinascita.

“Non posso vivere senza di lui”, “Se lei se ne va preferisco morire”, “Sento che mi manca ossigeno in sua assenza, soffoco”, “Mi sento mancare la terra sotto i piedi e tutto perde di significato se non ricevo un suo messaggio”. Questi sono solo alcuni dei vissuti di uomini e donne che sperimentano una condizione di dipendenza affettiva. Continua a Leggere Quel maledettissimo bisogno di te: dal tunnel della dipendenza affettiva alla fiducia della rinascita.