Viviamo in un tempo in cui le parole si moltiplicano, ma l’ascolto si fa sempre più raro.
Siamo abituati a rispondere, spiegare, consigliare, difenderci — eppure, quanto spesso ci concediamo di ascoltare davvero?
L’ascolto autentico non è una tecnica, è una presenza.
Carl Rogers, padre della psicologia centrata sulla persona, lo definiva come un “ascolto empatico”: un modo di accogliere l’altro senza giudicarlo, senza interpretare, senza voler cambiare nulla.
Per Rogers, l’ascolto è ciò che consente alla persona di ritrovare fiducia nel proprio mondo interno.
Quando qualcuno si sente davvero compreso, qualcosa in lui si rilassa, si riconnette, si riapre alla possibilità di crescere.
Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale, aggiunge un tassello fondamentale: ascoltare significa anche riconoscere da quale parte di noi stiamo parlando.
Dal “Bambino” emotivo? Dal “Genitore” critico o protettivo? O dall’“Adulto” che osserva e sceglie?
Solo un ascolto consapevole di queste voci interiori può generare un incontro autentico, in cui non reagiamo automaticamente ma rispondiamo in modo responsabile e presente.
Lo psichiatra italiano Eugenio Borgna, con la sua sensibilità poetica, ci invita a un passo ulteriore: ascoltare è “lasciarsi toccare dalla fragilità dell’altro”.
Nel suo linguaggio delicato e profondamente umano, Borgna parla di ascolto come atto di cura, come capacità di “abitare il silenzio” e di stare accanto all’altro senza voler colmare subito la sua solitudine.
È un ascolto che non pretende di capire tutto, ma che accoglie, come una mano aperta, il mistero della vita psichica.
In questo senso, l’ascolto diventa una pratica relazionale e spirituale insieme: un modo per fare spazio, dentro di noi, alla presenza dell’altro e alle nostre parti più vulnerabili.
🪷 “Dire, Fare… Ascoltare” nasce proprio da qui: dal desiderio di creare un luogo in cui l’ascolto torni a essere un’esperienza condivisa, incarnata, viva.
Un laboratorio di consapevolezza e relazione dove — come scriveva Rogers — «l’essere umano diventa più simile a se stesso quando si sente profondamente compreso».
🌱 Perché partecipare
Perché l’ascolto non si insegna con le parole: si impara facendone esperienza.
Partecipare a Dire, Fare… Ascoltare significa regalarsi un tempo sospeso, un piccolo laboratorio di umanità dove la parola si fa gesto e il silenzio diventa incontro.
Un’occasione per chi vuole migliorare la qualità delle proprie relazioni, comprendere i propri automatismi e riscoprire la bellezza di esserci — davvero.
📍 In presenza: 5 febbraio 2026 – Curno (BG)
💻 Online: 12 febbraio 2026 – piattaforma MEET
Beppe Morosini
