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L’essenza della relazione

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L’intimità non è semplicemente un atto di vicinanza fisica o una conversazione profonda; è un viaggio verso la scoperta e l’accettazione di sè, un viaggio che spesso si svolge nello specchio della nostra relazione con un altro essere umano. (David Schnarch)

Mi ci sono voluti due divorzi e altre “fatiche relazionali” per iniziare a pormi delle domande e scoprire quanta ignoranza sulle Relazioni intime e quanta superbia mi avessero dominato.
Nonostante gli studi da psicologa e il lavoro fatto in tanti anni di professione in termini di formazione, cura di me e crescita personale, ho continuato a sottovalutare l’impatto della mia ferita profonda e dei relativi meccanismi difensivi automatici nelle relazioni.
Non basta comprendere le proprie ferite per stare in una relazione in maniera appagante, quello è solo l’inizio. ( si lo so, che fatica!!)
Occorre fare continue esperienze con gli altri per ricevere feedback onesti che ci aiutino a scoprire in che modo la corazza protettiva, che la ferita ha provocato, agisce e impatta sugli altri quotidianamente.
Senza una dimensione sincera di feedback è veramente difficile scoprire l’impatto reale che abbiamo sugli altri perché ognuno pensa a sé stesso in base a come si percepisce e non per ciò che emerge di sé nell’interazione.
La relazione di coppia è l’ambito di falsificazione di noi stessi per eccellenza perché ciò che emerge di noi non coincide con ciò che pensiamo di essere.
E spesso lottiamo per ottenere che l’altro ci veda per come siamo convinti intimamente di essere.
Tutti vogliamo essere amati per ciò che siamo, salvo non essere sinceramente interessati a scoprirlo noi per primi.
La promessa dell’amore è una promessa di sguardo e di attesa. Essa recita ” ti offro il mio rispecchiamento e la necessità della tua presenza.”
La promessa della relazione è la verità su chi siamo: siamo davvero disponibili a scoprirlo?
Perché il prezzo da pagare è la perdita della sicurezza che ci da’ la corazza caratteriale. Siamo attrezzati per sostenere il disarmo del cuore che l’amore opera in noi?
È chiaro che no. Ecco perché in men che non si dica un’esperienza d’amore può essere vissuta come un’esperienza minacciosa dalla quale scappare.
Ho capito che amarsi è conoscere questa corazza caratteriale e prendercene la responsabilità. E questo atto di responsabilità libera l’altro dalla richiesta, che agiamo inconsapevolmente, di prendersene cura al nostro posto.
Ho capito che amare è possibile se siamo disposti a prenderci cura della vulnerabilità che la relazione comporta e che tale vulnerabilità prende spesso la forma di emozioni violente, trattenute o espresse, che ci spaventano.
Ci vuole una disposizione davvero tanto umile per affrontare tutto questo altrimenti non si tratta di amore ma di sfruttamento.
E ho capito perché l’ Umiltà è sinonimo di Amore: l’Umilta’ di sapere che non potremo mai vedere certe parti di noi perché così come non possiamo vederci la schiena, è solo accettando questa ignoranza su noi stessi, questo ” sapere di non sapere” che ci motiviamo a stare nella relazione e a provarne gratitudine per la possibilità di restituirci a noi stessi, di rimetterci al mondo ogni giorno.
E questa forza che proviene dall’Umilta’ è il motore che nutre e ci arriva come Amore in azione.
Mi sento abbastanza pronta di iniziare a condividere con voi le mie riflessioni su questo tema in un seminario gratuito online mercoledì 22 alle 20.30.
Vi offro un pezzettino del cammino interiore e di ricerca fatto in questi anni, non soluzioni o tecniche : chissà che possa contribuire a fare qualche “click” anche a voi come è successo a me.
Siamo già in tantissimi e non vedo l’ora di scoprire cosa ne verrà fuori da questo primo esperimento.

Se vuoi venire a far parte di questa temporanea comunità di ricercatori, ci sono ancora dei biglietti gratuiti su eventbrite, metto il link qui sotto.
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-gli-ostacoli-allamore-1194069286379
e grazie per aver letto per intero questo articolo

Gloria

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