Site icon Divenire Magazine

Ciò che resta in sospeso

Reading Time: < 1 minute

A volte una storia non finisce,
si interrompe.
Rimane lì, in un limbo silenzioso,
tra uno strappo e una fuga.
Un vuoto che non si riesce a nominare.

E ci si accorge, a distanza di tempo,
che non si è mai detto addio.
Che la fine non è mai stata detta,
solo vissuta a metà.

Per guarire davvero
non serve tornare indietro a contare i torti,
ma avere il coraggio di guardare
ciò che è accaduto,
riconoscere ciò che è rimasto inespresso,
e dare un nome a ciò che fa ancora male.

Perché concludere,
non è dimenticare.
È lasciare andare con rispetto.
È raccogliere i pezzi di sé
rimasti impigliati nei silenzi,
ricucire l’abito della propria storia
e riporlo con cura tra i ricordi importanti.

È fare spazio a nuove relazioni,
più consapevoli, più libere.
È offrire un terreno sereno
in cui ciò che nasce ora
non debba portare il peso di ciò che non è stato detto.

Chiudere non significa voltare le spalle.
Significa, a volte,
ritrovarsi finalmente interi.

Exit mobile version