Come in un campo di nudisti.

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Avete presente quegli improbabili occhialetti pubblicizzati sui fumetti di parecchi anni fa che promettevano di far vedere le persone nude?

Ecco, con la terapia di gruppo ti finiscono sul naso.

In effetti non mi è stato facile condividere le sedute con altri miei simili: lo sentivo che presto mi avrebbero vista nuda e cruda.

Temevo scoprissero la mia fragilità credo, o quegli aspetti sgradevoli che volevo tanto nascondere anche a me stessa. Temevo loro fossero meglio di me.

E così come avevo temuto, è stato: i compagni mi beccavano sempre in pieno, mi smascheravano ogni volta che me la raccontavo.

E io beccavo loro.

Quasi una magia.

Ma la magia grande è che gli occhialetti non si sono più levati: ora anche il mondo fuori dalle sedute si mostra per quello che è, e così le persone che incontro.

Così alla fine tutto è un po’ più facile.

E spesso mi sento libera e beata come una Eva in un campo di nudisti.

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