Essere-fare-avere o avere-fare-essere?

Ecco i Buoni motivi per partecipare ad un percorso di crescita personale e diventare più resilienti. Tendenzialmente pensiamo che occorra avere per poi poter fare e solo alla fine acquisire una competenza sul piano personale, ovvero dell’essere. Non mi riferisco necessariamente al possesso di beni materiali, al denaro in particolare, ma a tutte quelle situazioni in cui usiamo il verbo avere: Quando avrò bisogno mi … Continua a Leggere Essere-fare-avere o avere-fare-essere?

I paradossi che curano

Quando ho visto per la prima volta Renato sono rimasta colpita dalla sua rigidità: camminava quasi come un robot e non aveva alcuna espressione facciale. Il racconto di sé e dei suoi problemi è andato nella stessa direzione delle mie impressioni. Renato è un giovane uomo in carriera, sposato, con una bimba. Ha sempre “fatto il suo dovere”, dice, cercando di mettere il massimo dell’impegno … Continua a Leggere I paradossi che curano

L’ora dei fantasmi. Gli ospiti non invitati nella terapia.

Non siamo soli, nelle nostre relazioni. Non siamo solo con il partner, ma siamo anche con i suoi e, soprattutto i nostri fantasmi. Fantasmi che vengono dalle nostre famiglie e dalle nostre relazioni passate, ma anche da episodi della relazione attuale. Per questo può capitare che l’ora di terapia (di coppia, ma anche individuale), diventi l’ora dei fantasmi, in cui, oltre alle persone fisicamente presenti … Continua a Leggere L’ora dei fantasmi. Gli ospiti non invitati nella terapia.

Lo zoppo impara a camminare. L’abitudine alla paura.

Da ragazzo andavo spesso a camminare in montagna con mio padre. Una volta, probabilmente, avevamo esagerato con lo sforzo e i muscoli di una gamba mi hanno fatto male per alcuni giorni, costringendomi a zoppicare leggermente. Fin qui, nulla di straordinario. La cosa singolare, che ancora ricordo vivamente, fu che, passato il dolore, lo zoppicare era continuato per alcuni giorni: il mio corpo si era … Continua a Leggere Lo zoppo impara a camminare. L’abitudine alla paura.

Una sofferenza senza parole. La presenza che cura.

Simona mi interpella via mail, raccontandomi brevemente il motivo della sua richiesta di aiuto e cercando in me e nel mio modo di lavorare (chiede delle sessioni di Somatic Experiencing) una rassicurazione rispetto alle sue paure: dover affrontare i suoi fantasmi più spaventosi e il terrore di non uscire dal vortice di sofferenza in cui si sente risucchiata. La modalità di contatto scelta da Simona, … Continua a Leggere Una sofferenza senza parole. La presenza che cura.

Le donne, la seduzione e la libertà di essere se stesse. Frammenti di un processo di autoaccettazione.

La seduzione non è scambio, è sfida, perché essere seducente significa non seguire il proprio desiderio   Jean Baudrillard Federica arriva felice in studio. “Dottoressa, sono stata via in vacanza e non ci crederà: ho incontrato un sacco di gatti e non sono morta di paura! Certo, c’erano delle volte in cui stavo attenta a cosa facevano, ma altre volte, la maggior parte, me ne … Continua a Leggere Le donne, la seduzione e la libertà di essere se stesse. Frammenti di un processo di autoaccettazione.

Guardo il mondo da un oblò. La paura di esporsi allo sguardo altrui.

Ogni fobia risale a un’angoscia infantile e ne è la continuazione, anche quando ha un altro contenuto e deve quindi essere diversamente denominata. Sigmund Freud Penso che una metafora mutuata dal mondo della marina, con particolare riferimento all’oblò delle navi, possa ben esprimere un’esperienza che sembra essere trasversale a tanti dei miei pazienti. L’oblò è una piccola apertura che permette di scrutare l’esterno, ma che … Continua a Leggere Guardo il mondo da un oblò. La paura di esporsi allo sguardo altrui.

Buchi neri. I corto circuiti relazionali e la depressione.

Se si riesce guardarlo senza paura, l’inaspettato abbandona la sua maschera di estraneità e si mostra per quello che è. Carla Stroppa “Ieri ho detto a mio fratello che ho deciso di provarci seriamente con Francesca e che ho intenzione di licenziarmi. Lui, che conosce il travaglio di questa decisione, perché la storia a distanza va avanti da quasi cinque anni, non mi ha degnato … Continua a Leggere Buchi neri. I corto circuiti relazionali e la depressione.

I calzini della discordia. Storie di battaglie coniugali.

“Dottoressa, mi fa imbestialire: non lo sopporto più, sembra che lo faccia apposta a farmi saltare i nervi. Come ieri: gli avrò detto milioni di volte che non tollero quando lui, tornando a casa, si cambia e mi lascia i vestiti in giro. E lui ieri che ha fatto? Tornato dal lavoro ha lasciato i suoi calzini puzzolenti sul divano. Sono andata talmente in bestia … Continua a Leggere I calzini della discordia. Storie di battaglie coniugali.

“Nonno mi manchi!”. Cartoni animati e videogiochi come strumento per l’elaborazione del lutto.

Gabriele ha 10 anni, giunge in consultazione per notevoli difficoltà scolastiche sia di apprendimento sia comportamentali. Viene descritto come un bambino che tende ad isolarsi e, se disturbato, diventa aggressivo. Il suo comportamento non riesce ad essere compreso dalle insegnanti, dai compagni di classe e talvolta nemmeno dai genitori. Prima del colloquio con Gabriele immagino di incontrare un bambino oppositivo, con poca voglia di interagire. … Continua a Leggere “Nonno mi manchi!”. Cartoni animati e videogiochi come strumento per l’elaborazione del lutto.