Buchi neri. I corto circuiti relazionali e la depressione.

Se si riesce guardarlo senza paura, l’inaspettato abbandona la sua maschera di estraneità e si mostra per quello che è. Carla Stroppa “Ieri ho detto a mio fratello che ho deciso di provarci seriamente con Francesca e che ho intenzione di licenziarmi. Lui, che conosce il travaglio di questa decisione, perché la storia a distanza va avanti da quasi cinque anni, non mi ha degnato … Continua a Leggere Buchi neri. I corto circuiti relazionali e la depressione.

I calzini della discordia. Storie di battaglie coniugali.

“Dottoressa, mi fa imbestialire: non lo sopporto più, sembra che lo faccia apposta a farmi saltare i nervi. Come ieri: gli avrò detto milioni di volte che non tollero quando lui, tornando a casa, si cambia e mi lascia i vestiti in giro. E lui ieri che ha fatto? Tornato dal lavoro ha lasciato i suoi calzini puzzolenti sul divano. Sono andata talmente in bestia … Continua a Leggere I calzini della discordia. Storie di battaglie coniugali.

“Nonno mi manchi!”. Cartoni animati e videogiochi come strumento per l’elaborazione del lutto.

Gabriele ha 10 anni, giunge in consultazione per notevoli difficoltà scolastiche sia di apprendimento sia comportamentali. Viene descritto come un bambino che tende ad isolarsi e, se disturbato, diventa aggressivo. Il suo comportamento non riesce ad essere compreso dalle insegnanti, dai compagni di classe e talvolta nemmeno dai genitori. Prima del colloquio con Gabriele immagino di incontrare un bambino oppositivo, con poca voglia di interagire. … Continua a Leggere “Nonno mi manchi!”. Cartoni animati e videogiochi come strumento per l’elaborazione del lutto.

Quando la matematica non funziona: diversi tipi di solitudine.

“Non capisco. Io sto benissimo da solo! Perché ho così paura che lei mi lasci?” Questa domanda, o variazioni sul tema, ricorrono spesso in psicoterapia (nonché nella vita, di cui la terapia è un piccolo specchio). Sappiamo di essere forti, che sappiamo cavarcela anche da soli, addirittura ci sentiamo più liberi senza nessuno intorno, ci convinciamo di essere autosufficienti e non aver bisogno di nessuno, … Continua a Leggere Quando la matematica non funziona: diversi tipi di solitudine.

Perché mi hai lasciato solo? Quando un bambino perde una figura di riferimento.

Il lutto nell’infanzia “Ciao Marta, piacere, io sono Elisabetta. Vieni, sediamoci qui per terra sul tappeto. Sai, la mamma mi ha raccontato cosa ti è successo e capisco che per te sia molto difficile riuscire a parlarne con me… in fondo mi vedi oggi per la prima volta nella tua vita e forse penserai: ma cosa vorrà mai questa da me, proprio oggi che è … Continua a Leggere Perché mi hai lasciato solo? Quando un bambino perde una figura di riferimento.

Come sulle altalene: relazioni di coppia oscillanti.

Il conosciuto non pensato diventa pensato nello stesso modo in cui si è sviluppato: attraverso i rapporti oggettuali   Bollas “Ogni volta è la stessa storia” mi dice Edoardo nei nostri primi incontri. Edoardo ha 32 anni e da circa 3 anni si è lasciato con la sua ragazza con la quale è stato fidanzato per circa due anni. Una relazione molto intensa nella quale … Continua a Leggere Come sulle altalene: relazioni di coppia oscillanti.

Due alberi. Una metafora e un simbolo per parlare di ciò che siamo e ciò che mostriamo.

“Noi esseri umani siamo come gli alberi, radicati al suolo con un’estremità, protesi verso il cielo con l’altra, e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene” Alexander Lowen Passeggiando in un bosco mi sono imbattuto in questo albero. Spiccava verde nella spoglia vegetazione invernale. Avvicinandomi, tuttavia, mi sono reso conto che la realtà non era ciò che sembrava: a esser … Continua a Leggere Due alberi. Una metafora e un simbolo per parlare di ciò che siamo e ciò che mostriamo.

Una lacrima sul viso: il potere evocativo di sintomi temporanei.

Quando il dolore non trova sfogo nelle lacrime, gli altri organi piangono. Henry Maudsley “Come è andato l’incontro di arteterapia Anna?” “Non saprei … Sì, è stato carino, ho fatto un paio di lavori, ho passato un bel pomeriggio in compagnia, ma a parte questo, appunto non saprei..” Anna mi trasmette di non essere riuscita a vivere un evidente beneficio, come se il lavoro fatto … Continua a Leggere Una lacrima sul viso: il potere evocativo di sintomi temporanei.

Il vuoto: paura di cadere o la libertà di volare? Una lettura psicosomatica della vertigine.

Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.   Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1984 “Dopo il primo nostro colloquio ho fatto un … Continua a Leggere Il vuoto: paura di cadere o la libertà di volare? Una lettura psicosomatica della vertigine.

Essere “fuori”: chi, che cosa lo è davvero?

“Lo so che può sembrare strano – mi dice concitato Mario – ma io sono sicuro che i miei amici si mettano tutti d’accordo per provocarmi, per farmi andar fuori e poi dirmi “ecco, vedi che sei tu che sei fuori?”. Non è che mi diano addosso tutti assieme, nello stesso momento: lo fanno ognuno per conto proprio. Ma io so che hanno deciso insieme … Continua a Leggere Essere “fuori”: chi, che cosa lo è davvero?