Oltre la siepe. Una storia di malattia e di cura. La testimonianza di L.

Tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia Karen Blixen Ricevo e pubblico questa testimonianza che mi ha molto commossa, è una storia autentica che abbiamo reso anonima per proteggere l’identità della persona che l’ha prodotta. Molto spesso, purtroppo, nei reparti ospedalieri medici e personale sanitario dimenticano che le persone non sono soltanto la malattia che li ha colpiti ma … Continua a Leggere Oltre la siepe. Una storia di malattia e di cura. La testimonianza di L.

Il silenzio e le parole. Il tempo giusto per raccontare.

Porta con te un po’ di tempo da farci star dentro il nostro silenzio che sappia accudire i nostri racconti e non li disperda tra i rumori del mondo Angelo Andreotti, “La faretra di Zenone” Ho incontro Adele durante il primo incontro di un laboratorio narrativo che vuole sollecitare la produzione di storie e di testimonianze di malattia e di cura di pazienti e dei … Continua a Leggere Il silenzio e le parole. Il tempo giusto per raccontare.

La mia passione per le storie

Oh, essere un libro, un libro che viene letto con tanta passione Elias Canetti Qualche settimana fa ho presentato con la mia associazione un libro che raccoglie le storie di vita di venticinque ex dipendenti di un’azienda – la Zerowatt – che ha segnato la storia del paese in cui abito e che ha chiuso definitivamente nel 2001. È il frutto di un lungo e … Continua a Leggere La mia passione per le storie

Alla fine della storia. ll rito del congedo.

È proprio quando si crede che sia tutto finito che tutto comincia.   D.Pennac, “Il giro del cielo” Lucia mi sorride e io scorgo una piccola borsa di tessuto tra le sue mani, pregusto il piacere di ricevere un dono prezioso: il suo libro è finalmente pronto, me lo consegna sorridendo: – Non ci credevo, ma l’aver passato due giorni a rileggere la mia autobiografia … Continua a Leggere Alla fine della storia. ll rito del congedo.

Gli oggetti, la memoria e le emozioni.

Ognuno di noi è riconoscibile nei tanti oggetti che possiede, in essi sono rintracciabili i sedimenti psichici della propria storia personale.   “Gli oggetti e la vita”, Giovanni Starace Anche quest’anno il laboratorio di scrittura si svolgerà nella sala adiacente il piccolo museo della biblioteca: il luogo è perfetto perché cercheremo di far parlare le cose grazie alle storie di coloro che fra poco arriveranno. … Continua a Leggere Gli oggetti, la memoria e le emozioni.

Un’apertura inaspettata: la mia storia è cominciata così.

Nell’uomo avviene una doppia nascita: una prima volta nel grembo materno e una seconda volta nella libertà: l’uomo nasce una volta per sé e una volta insieme con gli altri. R.Tagore Come posso raccontare la mia nascita? Non potendo averne un ricordo diretto, la mia ricostruzione dovrà basarsi sui racconti e sulle narrazioni di altri. Ho appena iniziato a scrivere di me e subito devo … Continua a Leggere Un’apertura inaspettata: la mia storia è cominciata così.

L’alfabeto di Framura. Una narrazione collettiva.

Le cose passano; la loro impronta – significati possibili, tracce, echi, risonanze – sopravvive nella parola di chi, ricordando, racconta.   Mario Barenghi, su “Doppiozero” Al ritorno da Framura, l’appuntamento annuale con il residenziale di psicoterapia intensiva del Centro Divenire, ho proposto ai partecipanti di inviare pensieri, riflessioni, frammenti e testimonianze dei loro vissuti. Abbiamo condiviso un’esperienza speciale e ho immaginato che il mio desiderio di … Continua a Leggere L’alfabeto di Framura. Una narrazione collettiva.

Storia delle mie cicatrici. La memoria del corpo - Divenire Magazine

Storia delle mie cicatrici. La memoria del corpo.

Le cicatrici sono il mio viaggio andata e ritorno. Andata e ritorno. E non esiste pudore per chi quel viaggio lo ha fatto. Ed è tornato. Barbara Garlaschelli, 2017, da Facebook  – Non sono riuscita a scrivere una parola sulla lettera al corpo ma ci ho pensato continuamente, mi sento come ingolfata: le parole sono tutte dentro di me – Proviamo a trovare una via d’uscita … Continua a Leggere Storia delle mie cicatrici. La memoria del corpo.

Cosa mi resta? Messaggi in bottiglia.

Scrivere è uno dei sistemi più semplici e più profondi per fare chiarezza dentro di sé e per tramandare la memoria delle nostre esistenze.   Susanna Tamaro Al termine di ogni percorso autobiografico in gruppo, dedico sempre un momento speciale all’elaborazione di ciò che è accaduto per restituire, con alcune frasi e parole, il senso e il valore del percorso compiuto insieme. La scrittura permette … Continua a Leggere Cosa mi resta? Messaggi in bottiglia.