I messaggi che il bambino comunica con l’enuresi notturna.

“Sonia non ha davvero nessun problema, è una bambina serena e felice; ha 7 anni, è la maggiore delle nostre 3 figlie. Lei è molto sicura di sé e molto matura per la sua età. Solo ultimamente noto che fa sempre di tutto per attirare su di sé la nostra attenzione e quella delle insegnanti”.

La descrizione di Sonia da parte dei genitori continua, senza che evidenzino nessun problema se non questa continua richiesta di attenzione.

Faccio loro qualche domanda rispetto alla storia di Sonia e al suo sviluppo e mi riferiscono che da due anni, dall’anno in cui è nata la sorella minore, soffre di enuresi notturna. Questo problema si presenta più volte nell’arco della settimana.

“Mi ero dimenticata di dirglielo” mi dice la mamma “ormai ci siamo talmente abituati… ci siamo armati di apposite lenzuola, mutande e pigiama puliti accanto al letto, per le notti in cui succede”.

Lei ormai è grande e spesso fa tutto da sola; quando succede lei si sveglia, va in bagno, si cambia, toglie il lenzuolo bagnato e torna a dormire”.

Mi è capitato più volte di vedere trascurato da parte dei genitori gli episodi ripetuti di enuresi notturna.

Esistono tecniche, raccontatemi da alcuni genitori, che prevedono di far lavare al bambino i propri vestiti bagnati di pipì, con l’obiettivo di “educarli” e disabituarli al “comportamento sbagliato”.

Spesso il bambino viene trattato con appositi farmaci e talvolta questo disturbo viene sottovalutato o nascosto dai genitori per vergogna ed imbarazzo.

È importante invece poterne parlare, perché dietro questo sintomo fisico possono nascondersi disagi profondi.

Innanzitutto è importante premettere che con il termine “enuresi” intendiamo un’alterazione del controllo sfinterico che porta all’emissione di urina in maniera incontrollata, dopo il raggiungimento della maturità fisiologica che avviene attorno ai 4 anni.

Prima di questa età infatti, possiamo considerare normali sporadici episodi di enuresi.

Salvo condizioni mediche particolari che giustifichino questo problema, le cause riscontrate sono per lo più legate a disagi, fatiche emotive e psicologiche.

La vescica permette il raccoglimento dell’urina, che successivamente viene eliminata dal corpo con il controllo dello sfintere dell’uretra.

Nell’enuresi notturna accade che, durante la notte, viene a mancare questo continuo controllo.

In generale è proprio durante il sonno che noi sospendiamo momentaneamente la coscienza, il controllo e la volontà.

Dobbiamo allora immaginare che è proprio in quel momento che il bambino si sente libero di lasciar andare qualcosa fino a quel momento trattenuto.

Quel che “trattiene” il bambino può avere origini differenti; può essere legato ad un tema di paura, insicurezza o troppa rigidità esercitata dall’ambiente familiare e scolastico, che limita la libera espressione del bambino.

Nel caso sopra descritto, con il susseguirsi del lavoro é stato possibile capire che il disturbo di Sonia è stato l’unico modo che ha trovato per esprimere una rabbia profonda per l’arrivo della sorellina, vissuta da lei come una minaccia all’interno del proprio territorio familiare. Sonia ha visto in pericolo il proprio spazio alla interno della famiglia.

Questa è un’altra possibile causa spesso rintracciabile nei casi di enuresi.

In tutti questi casi è importante che il bambino venga capito e rassicurato rispetto al proprio ruolo e alla propria unicità.

In questo tema di trattenimento e rilascio presente nell’enuresi è possibile ritrovare anche una quota elevata di rigidità che non permette la libertà di espressione del bambino.

Il mancato trattenimento della pipì è inoltre un’espressione della paura; i reni e la vescica sono infatti coinvolti nel sistema fisiologico di risposta alla paura. Non stupisce quindi trovarsi di fronte ad un tema di paura quando parliamo di enuresi.

È importante ricordare che la paura è un’emozione necessaria in diverse fasi dello sviluppo del bambino, pensiamo ad esempio alla paura del buio, dei fantasmi, del lupo cattivo, della morte.

Questo genere di paure rappresentano delle tappe evolutive necessarie, che richiedono un’adeguata integrazione. Per fare ciò è importante che il bambino venga aiutato dagli adulti di riferimento.

Risulta pertanto importante non sgridare il bambino che bagna il letto di notte perché ciò aumenterebbe le sue paure e le sue insicurezze.

Questo disturbo, spesso trascurato, può comunicarci dunque anche difficoltà psicologiche che il bambino sta affrontando.

Qualunque sia la causa, l’enuresi notturna genera spesso un senso di vergogna; pertanto è importante cogliere il messaggio sottostante che chiede di essere ascoltato e parlare quindi con il bambino senza deriderlo o sminuendo il problema.