Lui mi fa star male. O forse sono io che non mi faccio star bene?

Camilla passa gran parte della sua vita a cercare di prevedere il comportamento di Luca, il suo compagno, di cogliere in lui un piccolo segno che le faccia capire come si sente: prova disagio? è arrabbiato? è preoccupato? Ed è bravissima in questo. Ha un vero talento nel “leggere la mente altrui” ed in particolare quella di Luca con cui sta da poco più di un anno.

–         Stare con lui è molto faticoso – mi dice durante una seduta – può essere bellissimo e può essere un inferno.

–         … sicuramente non ci si annoia mai – aggiunge, sforzandosi di sorridere, ma appare evidente che quella fatica di cui parla la sta logorando.

Sono tante le donne che arrivano in terapia ormai sfibrate, stanche di dedicare tutto il loro tempo e la loro energia ad una sola cosa: la relazione, quella relazione, che le fa sentire vive e un po’ morte allo stesso tempo.

–         Lui mi fa star male! –  continua Camilla

–         Oppure sei tu! Ci hai mai pensato? Sei tu che non ti fai star bene. Sei talmente impegnata ad occuparti di lui, cercando di interpretare come sta, cosa farà, che ti sei completamente dimenticata di te. Chi sei tu e che cosa vuoi per te stessa Camilla? – la incalzo.

In quella e nelle sedute successive abbiamo provato tanto insieme a rispondere a questa domanda.

– Camilla è una donna che ama e che vuole essere riamata da Luca – è stata una delle prime risposte, che con il tempo e con il lavoro psicoterapeutico si è modificata e arricchita fino a stravolgersi completamente.

Il percorso di Camilla è stato lungo e faticoso. È stato necessario passare da una visione di sé come vittima passiva delle circostanze e degli altri (lui mi fa star male!) ad un’ottica di piena assunzione di responsabilità per le proprie scelte e la propria vita. Successivamente Camilla ha potuto finalmente entrare in contatto con il suo vuoto emotivo, che si era sempre rifiutata di guardare perché troppo doloroso. In questo senso Luca costituiva un ottimo alibi, le dava “talmente da fare” che non le lasciava tempo per sentire quelle che erano le sue ferite profonde ed elaborarle, cominciando ad utilizzare la sua competenza emotiva per sé stessa fino ad arrivare a rispondere nuovamente a quella domanda in questo modo:

Camilla è una donna intelligente e capace, sensibile ed empatica. Che ama viaggiare e fare l’aperitivo con le amiche, anche se non si ha nulla di particolare da raccontare, soltanto per fare qualche chiacchiera e due risate. Desidera prima di tutto amarsi ed essere riamata da qualcuno che la apprezzi per quella che è, qualcuno a cui dare quello che ha da offrire, ma da cui sia possibile anche ricevere, in uno scambio reciproco che deriva dall’incontro di due persone complete, che non si utilizzano per riempire l’uno i vuoti dell’altra.