Strategie educative per ingranare bene con la scuola

Solo due settimane dall’inizio della scuola e le vacanze estive, mare, montagna, lago, parchi e giardini, piscine, sembrano distanti anni luce. E incredibile la stanchezza si è già impadronita di noi! Genitori non vi allarmate: è tutto perfettamente in linea con la richiesta energetica di questo cambiamento. Vediamo come mettere in pratica degli accorgimenti organizzativi per non perdersi per strada, sintonizzandoci sui bisogni e le necessità dei piccoli che non sono assimilabili a quelli di noi adulti.

Con la ripresa della scuola e delle routine nuove o consolidate, per i bambini è necessario cambiare gli orari di regolazione dei ritmi del sonno e dell’alimentazione.

Partiamo bene al mattino con la colazione. È la prima fonte di energia e le va dedicato uno spazio adeguato, magari una trentina di minuti, per consentire ai piccoli di iniziare la giornata con un buon carico di energia e avere un momento di distacco graduale dal sonno.

Spesso mi sento dire che i bambini, appena alzati o “tirati fuori dal letto”, preferiscono giocare piuttosto che fare colazione. Meglio dedicare uno spazio alla creatività e al gioco la mattina, piuttosto che iniziare la giornata con la Tv! Abitudine ritenuta dai pedagogisti una minaccia all’equilibrio psicofisico.

La regolarità dei pasti è ovviamente un sano principio di regolazione metabolica che aiuta e sostiene l’equilibrio psicofisico. Prima di andare a dormire preparare insieme la tavola per la colazione, utilizzare tazza e posate specifiche, scelte dai bambini, rende possibile ritualizzare questo momento e attribuirgli la giusta importanza, “allenandosi” nella condivisione di un momento significativo.

Un altro basilare educativo riguarda il riposo. Per consentire ai nostri figli di vivere serenamente e “sopravvivere” a giornate scolastiche impegnative il sonno può essere e va organizzato in maniera adeguata all’età. Tra le 11 e le 12 ore per bambini di tre anni, in cui il riposo pomeridiano ha un ruolo importante e necessario alla riorganizzazione dei processi neuronali complessi richiesti loro da ogni attività. Fino ai sei anni, poi il bambino necessita di dormire almeno 10 ore. Nella fascia dai sette agli undici anni 9 ore e per i preadolescenti delle scuole medie almeno 8 ore di sonno risultano necessarie al buon riposo.

Studiando l’andamento dell’ormone del sonno, la melatonina, in correlazione con gli orari di riposo notturno dei bambini, una ricerca del 2013 dell’Università del Colorado* ha evidenziato che sincronizzarsi con l’orologio biologico dei bambini facilita l’addormentamento e riduce il rischio di disturbi del sonno.

I rituali di addormentamento rappresentano importanti esperienze di apprendimento e decompressione del tempo che permettono al bambino, che poi sarà preadolescente e adolescente, di ricaricarsi di energia, di instaurare un buon rapporto con il proprio bisogno di riposo e anche di diventare sempre più autonomo nell’andare a dormire. Si possono proporre attività tranquille da fare insieme per un tempo contenuto: leggere una storia o ascoltare musica rilassante, giocare con puzzle o con le costruzioni. Infine riordinare insieme segna la fine simbolica di questo momento e il passaggio al successivo momento del riposo. L’utilizzo di schermi e videogiochi invece richiede un’attivazione neuropsichica inadeguata alla fase di addormentamento.

Non ci sono ricette, ci sono indicazioni suffragate dalle neuroscienze. Non ci sono genitori perfetti, ci sono genitori organizzati. Una buona organizzazione famigliare è lo strumento chiave: stabilire gli orari, porre attenzione al tempo dedicato alle diverse attività e momenti della giornata. Poche regole che aiutano il bambino ad orientarsi. Il suggerimento per le fasi problematiche, sveglia, addormentamento o altre, è quello di utilizzare frasi impersonali come “è ora di…” o “adesso si cena/dorme/” per favorire un approccio meno impositivo e coercitivo ed evitare attriti non generativi.

Ad esempio, un bambino di otto anni che la mattina si alza alle 7 per essere a scuola alle 8, potrebbe cenare alle 19,30/20,00, prepararsi per la notte (lavarsi i denti e mettere il pigiama, preparare per la colazione) alle 20,30/45 e fino alle 21,15 ascoltare delle letture o delle storie per addormentarsi alle 21,30 per un sonno di 9 ore e mezza. Il consiglio è sempre di non irrigidirsi, soprattutto se le abitudini estive sono state ampiamente diverse, e di introdurre gradualmente anche queste abitudini. Un po’ come un personal trainer per vostro figlio: osservatelo, e con costanza e continuità tenete i nuovi orari. È più difficile per noi genitori riuscire a tenere ma vedrete che per Natale i cambiamenti saranno visibili. E poi a gennaio…si ricomincia da capo!

*M.K. LebBourgeois,et al., Dissonance between parent-selected bedtimes and young children’s circadian physiology influences nihttime settling difficulties, Mind, brain and education, 14 novembre 2013, doi:10.1111/mbe.12032