Storia delle mie cicatrici. La memoria del corpo - Divenire Magazine

Storia delle mie cicatrici. La memoria del corpo.

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Le cicatrici sono il mio viaggio andata e ritorno.
Andata e ritorno.
E non esiste pudore per chi quel viaggio lo ha fatto. Ed è tornato.
Barbara Garlaschelli, 2017, da Facebook

 – Non sono riuscita a scrivere una parola sulla lettera al corpo ma ci ho pensato continuamente, mi sento come ingolfata: le parole sono tutte dentro di me

– Proviamo a trovare una via d’uscita Maria – le propongo io – Ti chiedo di lasciar perdere il corpo e ti affido ora dieci minuti di scrittura libera e segreta. Prova a scrivere di ciò che più ti turba senza preoccuparti minimamente della coerenza o della grammatica del tuo testo, lascia andare la penna e rimani in sintonia con quello che senti.

Il tema del corpo è centrale nella narrazione autobiografica: il corpo è un tutto ed è necessario provare a restituirlo anche attraverso la scrittura se ci si vuole confrontare con la propria storia di vita. Il corpo ha una sua memoria che continua a generare narrazioni non appena ci mettiamo in ascolto. Proprio per questo, sono preparata al disagio e alle resistenze che le mie consegne possono provocare. Così affido a Maria una consegna che spesso applico a me stessa quando l’inquietudine mi assale e ancora non ha parole per esprimersi. Affidarsi alla penna non solo aiuta a trovare le parole ma anche, come dice James Pennebaker in uno dei suoi libri che ho riletto di recente, la scrittura favorisce la soluzione dei problemi perché Scrivendo liberamente tutto ciò che ci viene in mente su un problema che ci riguarda, troviamo più facilmente delle soluzioni¹.

Confido che la cura funzioni anche per Maria. Alla fine dei dieci minuti di scrittura libera, Maria sembra più tranquilla

– Come è andata?

– Ho scritto di Maura, un’amica molto cara. Qualche giorno fa mi ha confidato di avere un cancro e la notizia mi ha molto turbato. Ho rivissuto un incubo, volevo dimenticare ma quella storia è scritta sul mio corpo, non la posso dimenticare.

– Non devi sentirti obbligata Maria, la scrittura ha a che fare con una scelta non con un obbligo. Magari questo non è il momento giusto.

– No questo è il momento, come posso pensare di fare un percorso di consapevolezza evitando di raccontare quella storia che mi ha così cambiata? La lettera al mio corpo diventerà la storia delle mie cicatrici.

 

1 J. Pennebaker, “Scrivi cosa ti dice il cuore – Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura”

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