Usi e abusi degli elettrodomestici da compagnia nei bambini e negli adolescenti.

Nell’ultimo anno ho ascoltato spesso riflessioni sul tema delle tecnologie vecchie e nuove: sembra ormai un dato inconfutabile quello secondo il quale la nostra vita personale, famigliare e lavorativa abbia assunto un’organizzazione tale da essere impensabile senza pc, tablet, tv e smartphone.

Mi capita spesso, insieme alle persone che incontro per lavoro e non, non da ultimo i miei colleghi e i genitori dei miei piccoli pazienti, di riflettere su come noi tutti siamo oggi costantemente in corsa, chiamati ogni giorno ad essere iperperformanti in qualunque ambito della nostra vita: dobbiamo essere eccellenti lavoratori in ufficio, compagni affettuosi e comprensivi nelle relazioni amorose, oltre che genitori sempre attenti, presenti ed amorevoli con i nostri figli. È come se nella nostra società vigesse la regola inviolabile per cui occorre dare sempre il massimo, pena la gogna personale e sociale: il risultato di ciò è che siamo costantemente in corsa, stanchi, stressati e sfibrati, e le nuove tecnologie rappresentano per tutti noi una sorta di genere di conforto, una boccata d’aria, un tirare il fiato tra una tappa e l’altra della costante corsa campestre della vita. Alzi la mano chi, come prima azione all’inizio di una pausa dal lavoro, non controlla whatsapp e le email, o, stanco e a pezzi al termine di una pesante giornata lavorativa e famigliare, non si concede almeno una puntata dell’ultima serie televisiva di Netflix, o ancora chi, in viaggio sui mezzi pubblici, non tiene il capo chino sullo smartphone.

Maneggiando tali constatazioni, mi sono sorpreso a pensare a come i nostri bambini non funzionano in modo diverso da noi, e anche loro sono attratti dal fascino delle nuove tecnologie: il principale tema che i genitori dei miei pazienti mi portano, oltre alla fatica a far svolgere loro i compiti scolastici, è la frustrante lotta per gestire la pulsione dei propri figli, sia bambini che adolescenti, a guardare filmati o utilizzare videogiochi per un tempo troppo prolungato.

Le nuove tecnologie sono di per sé uno strumento più che valido e prezioso, ed hanno notevolmente migliorato la qualità della nostra vita, soprattutto nelle situazioni lavorative e personali in cui siamo costretti ad intervenire con rapidità ed urgenza. È stato inoltre più volte osservato come tablet, smartphone e pc potenziano non poco le funzioni mentali dei nostri bambini, migliorando i loro processivi visivi di base, le loro competenze attentive e di vigilanza, nonché la loro capacità di pensare in modo rapido e corretto per risolvere problemi e prendere decisioni. Ciò è ovviamente vero se e solo se videogiochi e filmati vengono fruiti in modo consapevole ed per un tempo limitato, senza scivolare nell’abuso: in caso contrario la mente ed il cervello, invasi da una quantità eccessiva di stimoli, sono oberati di lavoro, e faticano ad attivare le funzioni del pensiero cosciente. Il cervello destro dei bambini, così delicato proprio perché in via di sviluppo, sede dell’immaginazione, della creatività e dell’intuizione, viene così sopraffatto, con l’esito che più difficoltosa è la creazione e lo sviluppo di quelle reti neuronali che regolano le capacità di attenzione e di controllo degli impulsi nervosi.

Ampliamente note ed oggetto di numerose pubblicazioni psicologiche, sia in ambito scientifico che divulgativo, sono le conseguenze sullo sviluppo dei bambini di un’esposizione eccessiva ed incontrollata ai media: passiamo dai disturbi del linguaggio, al disturbo da deficit di attenzione ed iperattività, ai disturbi del sonno fino all’obesità e ai disturbi cardiocircolatori.

Non solo le funzioni fisiologiche e cerebrali vengono alterate nei bambini che sono esposti troppo frequentemente e precocemente alla tv, ma anche e soprattutto le loro competenze di espressione e gestione delle emozioni: è stato osservato come i bambini iper-esposti al televisore presentino ridotte capacità di espressione delle emozioni, che risultano così coartate e congelate, con un conseguente maggiore rischio di sviluppare un disturbo depressivo, o di diventare aggressivi e violenti, al contrario dei bambini che guardano la tv per un tempo adeguato, i quali risultano più espressivi, più in contatto le proprie emozioni ed ottengono voti più alti a scuola.

I bambini hanno sicuramente bisogno di entrare in contatto con la realtà vera dei giochi all’aria aperta, del movimento nello spazio, della sperimentazione con tutti i sensi, della manipolazione e del contatto concreto e reale, del tatto con oggetti e materiali. Soprattutto i nostri piccoli necessitano di relazioni reali, di interazioni con adulti e coetanei a tre dimensioni e non a due, che consentano una ricca e feconda attivazione emotiva e relazionale. Nonostante ciò sono profondamente convinto che l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte di bambini e adolescenti non vada demonizzato e condannato, sia perché privarli di tali strumenti significherebbe costringerli a rinunciare ad una parte della realtà oggi imprescindibile, sia soprattutto perché l’eccesso di divieto e rigidità ha come effetto quello di stimolare in loro una curiosità morbosa proprio perché proibita, per soddisfare la quale i ragazzi sono poi costretti a ricorrere a comportamenti compulsivi o rischiosi.

Il segreto consiste dunque nel dare ai nostri bambini e ragazzi, quando sono immersi nell’utilizzo del tablet o del cellulare, delle indicazioni di senso e consapevolezza, ad esempio indicando loro in anticipo quanto tempo potranno proseguire e quando dovrà essere premuto il tasto off. Allo stesso modo, nella scelta dei videogiochi, può essere utile prediligere quelli a contenuto non violento, che prevedono la creazione di storie e scenari, anziché lotte e duelli all’ultimo sangue. Ancora, possiamo giocare ai videogiochi con i nostri bambini, facendolo diventare un momento di condivisione ed apprendimento reciproco, oppure, se per il nostro piccolo diventa proprio difficile interrompersi, possiamo giocare insieme a lui gli ultimi cinque minuti della partita del videogioco, in modo che se ne possa poi separare con maggiore serenità proprio grazie alla nostra compagnia e presenza.

Citando le parole di una stimata collega, la vita al giorno d’oggi sembra essere davvero poco a a misura non solo di bambino, ma addirittura, in generale, di essere umano, e non c’è nulla di male se, a piccole dosi ed in modo protetto e consapevole, ci facciamo dare una mano per sopravvivere da qualche elettrodomestico da compagnia.

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