Questa scuola mi fa vomitare! La nausea e il vomito psicosomatici.

“Elena aiutami a capire meglio: è dai primi di maggio che hai questa nausea forte che spesso ti fa anche vomitare? Prova a pensare se c è un momento in cui la nausea aumenta e uno in cui diminuisce…”.“Il vero incubo è la mattina appena mi sveglio, la sola idea di prendere l’autobus per andare a scuola mi fa stare male; poi appena arrivo in classe ho sempre il terrore di vomitare…il pomeriggio e il weekend va molto meglio!”.

La nausea è un fastidioso sintomo che compare solitamente nel momento in cui ci alimentiamo di un cibo che il nostro corpo considera dannoso o indigesto.

Quando la nausea diventa eccessiva compare il vomito.

Il vomito è la vera e propria espulsione forzata, dallo stomaco alla bocca, di quel contenuto considerato “cattivo”.

Quando questi fastidiosi sintomi diventano cronici e compaiono in circostanze che nulla hanno a che vedere con il cibo, è importante interrogarsi sul significato che esprimono.

Tra i bambini e gli adolescenti un ambito in cui è possibile incontrare questo disturbo è la scuola. Essa rappresenta infatti, un contesto in cui il bambino passa la maggior parte della sua giornata. A scuola si ritrova ad interagire con un gruppo di pari, deve rispettare delle regole e si interfaccia con gli insegnati, adulti che devono valutare le sue conoscenze.

Gli viene chiesto dunque, un impegno verso dei compiti non solo didattici ma anche di sviluppo.

Tutti questi compiti e la reazione dei genitori all’esito della sua condotta e del suo rendimento possono generare uno stato di ansia nel giovane.

I motivi che causano questo malessere possono essere diversi ma sicuramente il messaggio sottostante che dichiarano é che qualcosa, a quel bambino, “non va proprio giù!”.

La nausea con cause non organiche, a livello psicologico infatti, giunge spesso come conseguenza di qualcosa che non riusciamo a digerire e non ci piace.

Capita ad esempio di rigettare all’esterno un malessere perché non vogliamo affrontarlo o perché pensiamo di non riuscirci.

Ascoltando i racconti di bambini e ragazzi a cui viene la nausea mattutina prima di recarsi a scuola, é possibile ritrovare uno o più elementi di disturbo che generano ansia, preoccupazione o paura.

Spesso ad esempio questo elemento è rappresentato dal terrore per qualche insegnante o dalla paura di prendere brutti voti, dal compagno bullo che prende in giro o dall’apprensione di dover parlare davanti a tutti durante un’interrogazione.

Non è raro scoprire che l’ansia a volte può anche generare da aspettative genitoriali rispetto alla qualità dei voti e alla condotta del figlio.

Focalizzandoci in particolare sull’esordio di questo disturbo negli anni dell’adolescenza è importante ricordare che il ragazzo, in questa fase della sua vita, sta facendo i conti con un compito di sviluppo importante, sta scoprendo e defindendo la propria identità. Nel fare ciò l’adolescente si trova a fare i conti con tante domande che cercano risposta e con le proprie paure di fallimento, anche rispetto al gruppo di pari che diventa per lui un metro di misura fondamentale.

Alcuni ragazzi con una bassa autostima pensano di poter qualificare se stessi prendendo voti eccellenti e se non riescono in questo compito entrano in uno stato di ansia che si riversa sul corpo come un profondo rifiuto per quella rigida regola interna che si sono imposti.

Più si rinnega o nasconde questo disturbo, più intenso può diventare il fastidio che trasforma così la nausea in veri e propri attacchi di vomito quotidiani.

Il “vantaggio” in molti casi è quello di poter saltare la scuola e placare così, solo momentaneamente, le proprie paure, per ritrovarle però puntuali il giorno successivo. Questa modalità però non risolve il problema e può aumentare nel ragazzo il senso di colpa e la vergogna.

Il genitore può aiutare il proprio figlio cercando ci capire che cosa causa in lui questo malessere, senza pensare che la nausea o il vomito siano una scusa o un capriccio.

È importante sostenere e accompagnare il ragazzo senza però assecondarlo nei suoi tentativi regressivi, cercando invece di mostrarsi aperti ad un dialogo con ciò che sente e lo preoccupa.

Anche il passaggio da una scuola all’altra è spesso fonte di disagio e paura.

Questo ad esempio é stato il caso di Elena che quando è arrivata in terapia era al termine della prima media.

Ha vissuto il primo anno con molte ansie, ha cambiato tutti i compagni, i maestri sono diventati professori e le interrogazioni alla cattedra la terrorizzavano.

Inoltre Elena é sempre stata molto preoccupata per i suoi voti ed ha incontrato una professoressa molto severa.

Tutti questi elementi uniti ad una modalità genitoriale molto richiedente, l’hanno portata a soffrire di una nausea molto forte che spesso di é trasformata in vomito.

Aiutare i genitori ad essere meno richiedenti rispetto al rendimento scolastico e più attenti al malessere di Elena, spesso da loro considerato solo come un capriccio, ha aiutato Elena a vivere diversamente la sua esperienza a scuola.