“Alcuni terapeuti alimentano nei loro pazienti un’eccessiva capacità di darsi spiegazioni, con tanto di mappe e teorie su sé stessi, per ovviare alla propria incapacità professionale, soprattutto quando non riescono a suscitare e far sviluppare in essi il potere e le risorse necessarie per affrontare i problemi e trasformarli.
Le spiegazioni a volte sono come ciucci, come consolazioni, ci creano l’illusione di sapere, anche se in realtà non sappiamo come cambiare. È vero che è utile interpretare o offrire significati alternativi per rendere più flessibile l’armatura delle argomentazioni del paziente, ma una spiegazione non sempre è un movimento che offre una soluzione e va verso la vita. Non credo che sia di grande aiuto per i pazienti avere idee molto belle e nuove su sé stessi e sulla loro storia se la loro vita resta la stessa. È più importante un grammo di novità nella realtà che una tonnellata di teorie senza azione.”
Joan Garriga
Le spiegazioni a volte sono come ciucci, come consolazioni, ci creano l’illusione di sapere, anche se in realtà non sappiamo come cambiare. È vero che è utile interpretare o offrire significati alternativi per rendere più flessibile l’armatura delle argomentazioni del paziente, ma una spiegazione non sempre è un movimento che offre una soluzione e va verso la vita. Non credo che sia di grande aiuto per i pazienti avere idee molto belle e nuove su sé stessi e sulla loro storia se la loro vita resta la stessa. È più importante un grammo di novità nella realtà che una tonnellata di teorie senza azione.”
Joan Garriga
