Premessa: conosco superficialmente le app di incontri per lo più attraverso i racconti che mi fanno i pazienti e probabilmente qualcosa di simile esiste già, eppure volevo condividere lo stesso questa riflessione divertente che mi è venuta l’altro giorno, davanti a un caffè con un amico.
È nata da una battuta che ho fatto su me stessa, parlando della mia singletudine. “Vorrei che ci fosse una sezione usato&garantito” ho detto. “Credo che come stanno i miei rapporti con i miei ex sia, in fondo, la garanzia che sono una persona perbene.”
Da lì mi è venuta un’idea: un’app di incontri per la nostra età, ma con un twist. Non più foto patinate né bio con “amo viaggiare e la buona cucina” — no. Il vero valore aggiunto sarebbe la sezione “Usato&Garantito: cose che dimostrano che hai preso sul serio la tua vita e quella degli altri”.Hai fatto terapia? Per quanti anni? Hai effettivamente capito perché è finita la relazione precedente, o ti sei limitato a cambiare città? Sai riconoscere un pattern quando lo rivedi, o lo chiami ancora “sfortuna sfacciata”?
E poi: paghi gli alimenti senza fare storie, o sei ancora in guerra con l’avvocato tre anni dopo? Hai un rapporto vero con i figli, o li vedi due weekend al mese per senso di colpa? Parli ancora con i genitori, o è “complicato” da una vita? Hai amici che ti conoscono da prima del divorzio, o sei sparito dai radar insieme all’ex? Partecipi a qualcosa — un quartiere, un gruppo di volontariato, una comunità — o è solo lavoro e Netflix?
Altro che palestra e altezza. Il vero flex, dopo una certa età, è avere delle referenze verificabili sulla propria vita — saper dire “ho sbagliato lì, e ora faccio così” senza che ti si spezzi la voce a metà frase.
E forse è ora di dirlo chiaramente: il valore di oggi non è più il fascino, è la fiducia e l’integrità.
Per anni abbiamo scelto i partner a partire da quello che succede sotto le lenzuola, e forse è proprio per questo che tante cose sono poi crollate fuori dal letto.
Magari bisognerebbe fare all’incontrario: capire prima che adulto abbiamo davanti, e solo dopo, con più fiducia, arrivare al resto. Probabilmente ci si vivrebbe anche meglio.
Un mercatino dell’usato, ma garantito. Con tanto di libretto tagliandi: “Ha lavorato sull’abbandono”, “Paga puntuale”, “Sa chiedere scusa senza giustificarsi subito dopo”.
In fondo, se ci pensiamo, è solo una questione di ecologia affettiva.
Smettere di comprare sempre nuovo, imparare a riconoscere il valore di ciò che è già stato usato, vissuto, rotto e poi rimesso a posto. Forse la vera maturità, in amore, è proprio questa: scegliere il riciclo invece dello spreco. Non per rassegnazione, ma perché sappiamo bene quanto costi, a volte, rimettersi in sesto — e quanto valga, chi ce l’ha fatta.

