Resta vicina a chi desidera di più per te. Non a chi desidera di più da te.

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Resta vicina a chi desidera di più per te.
Non a chi desidera di più da te.
Sembra una distinzione sottile. Non lo è.
Chi desidera di più per te ti vede. Vede chi sei, non solo quello che fai. Ti vuole intera, con i tuoi limiti, le tue incertezze, le tue parti che ancora non sai bene dove mettere. Non ha bisogno che tu sia sempre a posto.
Chi desidera di più da te ha bisogno che tu sia qualcosa. Più disponibile, più presente, più forte, più gentile. Non è cattiveria, spesso è la loro ferita che parla.
Ma il risultato è che accanto a queste persone ti svegli ogni mattina con un debito. E il debito relazionale è logorante, perché non si estingue mai. Ogni volta che dai, l’asticella si sposta.
Paola viene da me da qualche mese. Un giorno mi dice:
“Ho smesso di vedere le mie amiche. Non ho tempo. Tra il lavoro, i bambini e lui… non avanza niente.”
Le chiedo: “E lui, cosa dice quando gliene parli?”
“Dice che sono sempre stanca, che sono cambiata. Che prima ero più presente.”
Silenzio.
“Paola, quando è stata l’ultima volta che qualcuno ti ha chiesto come stai, senza aspettarsi una risposta che lo riguardasse?”
Lei ci pensa a lungo. Poi dice, sottovoce:
“Non me lo ricordo.”
Non è la storia di un uomo cattivo. È la storia di una donna che ha imparato, molto presto, che l’amore si guadagna standoci dentro fino in fondo, anche quando non avanza niente per sé.
Ho incontrato questa dinamica molte volte. Persone che si svuotano dando, senza accorgersi che il problema non è quanto danno: è che non stanno ricevendo il tipo di relazione in cui sia possibile anche ricevere.
La domanda che propongo, nei seminari e nella stanza di terapia, non è sto dando abbastanza?
È questa: con questa persona, quando sono insieme a lei, mi sento più o meno me stessa?
Se la risposta è meno, vale la pena fermarsi.
Non necessariamente per andarsene.
Per capire cosa sta succedendo.
E per chiedersi se in quella relazione c’è posto, non solo per la versione di te che serve all’altro.
Le relazioni che fanno bene non sono quelle senza conflitti. Sono quelle in cui puoi stare intera.
Quelle in cui nessuno ti chiede di essere meno di quello che sei per far funzionare il legame.
Imparare a riconoscere questa differenza, e a scegliere di conseguenza, è uno dei lavori più difficili e più liberatori che conosca.
Questo è il cuore di tutto il lavoro che faccio, nei seminari e nella stanza di terapia: imparare a stare nelle relazioni senza perdersi.
Gloria Volpato

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