Quando il gruppo diventa casa: un viaggio nello psicodramma

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Da ottobre 2025 a luglio 2026, ogni quindici giorni, sette cuori hanno scelto di ritrovarsi nello stesso spazio, nello stesso tempo, con un intento semplice e, al tempo stesso, profondamente coraggioso: incontrare se stess* attraverso l’incontro con gli altri.

Ne è nata un’esperienza umana meravigliosa, il Cerchio della Vita.

🌱Irene condivide ho partecipato a diversi gruppi nella mia vita, ma questo è il luogo dove mi sono sentita veramente a casa. E cosa ha fatto la differenza? “Sentirmi pensata. Certo, mi sono sentita ascoltata nel momento del lunedì, ma ho sentito, che qualcuno anche dopo, si portava dietro un pezzetto di me: un pensiero o un’immagine. In questa esperienza ho scoperto che essere tenuti nella mente di qualcun altro è una forma di cura che va oltre la fine dell’incontro, una cura che continua anche dopo, anche a distanza.”
“Sentirmi pensata” mi ha creato un punto di riferimento: qualcuno che c’era e c’è, per me e per gli altri.

⚘️Ogni percorso di psicodramma nasce da una domanda, da un bisogno, talvolta da una ferita che cerca parole. Ciò che accade nel tempo è sempre qualcosa di più grande della somma delle singole storie; nasce un gruppo.
Un gruppo non è semplicemente un insieme di persone. È un organismo vivo, ciclico, che respira, si accorda, attraversa tentennamenti, silenzi, risate, pianti, commozione.
È un luogo in cui la fiducia non viene chiesta, ma costruita, seduta dopo seduta. È uno spazio in cui si impara che ci si può mostrare senza dover essere perfetti.

🌱Marianna sceglie la parola Magia per raccontarci della sua esperienza: “Magia, è questa la parola che penso meglio rappresenti cosa è stato questo cammino insieme; perché nel gruppo accade sempre qualcosa di Magico. Un incontrarsi davvero, un rispecchiarsi a vicenda, un appartenersi, un toccarsi l’anima, una connessione intensa, un sentirsi visti, considerati, supportati e compresi. Grazie per la meraviglia che avete permesso di vedere in me…in voi!”

🌿In questi mesi il gruppo è diventato un contenitore sicuro. La sicurezza non è arrivata perché il dolore fosse assente, ma perché ciascun* ha potuto affidarlo a uno sguardo capace di accoglierlo senza giudicarlo. E forse è proprio questo uno dei doni più preziosi dello psicodramma: sperimentare che la nostra vulnerabilità è preziosa, che può essere vista e tollerata, che lì nasce la resa, ovvero smettere di combattere quello che proviamo, ritornare nel copro, ricominciare a sentirci, a respirare, ad accoglierci.

🌱Matteo condivide alcune immagini, “per me il Cerchio è un posto dove ricavare nutrimento, una camera di risonanza per vibrazioni che curano, una palestra delle emozioni dove inscenare e vivere il proprio sentire e quello degli altri, un nido dove manifestare ciò che si è, un’opportunità di crescita interiore preziosa.”

😊Lo sguardo dell’altr* è stato un protagonista centrale di questo nostro cammino. Uno sguardo che riconosce, che restituisce dignità alle emozioni, che permette di esistere senza dover indossare maschere.
Quando qualcun* mette in scena un frammento della propria storia, non è mai sol*, il gruppo diventa testimone, eco, rispecchiamento.
Ognun* ritrova qualcosa di sé nella vita, nelle vicissitudini dell’altr* e scopre che ciò che sembrava esclusivamente personale appartiene, in modi diversi, all’esperienza umana.

🌱 Isabel riflette: “entrare in questo Cerchio è stato come tornare a casa dentro di me. È stata un’esperienza magica, dove ogni parola detta, ogni silenzio ascoltato, ogni lacrima condivisa è diventata specchio. Nel riflesso del “noi” ho ritrovato me. Ho visto le mie paure negli occhi di un’altra, la mia forza nella voce di un’altra, la mia bellezza quando gli altri mi hanno guardata con amore. Qui non si giudica, si accoglie. Qui non si ripara, si fiorisce insieme. Grazie al gruppo per avermi tenuta per mano mentre imparavo a riconoscermi. Grazie per avermi ricordato che guarire da soli è difficile, ma guarire insieme è un miracolo.”
Le ferite portate nel gruppo non sono state cancellate, bensì nominate, condivise e curate amorevolmente.
Lo psicodramma non promette di eliminare il dolore, offre però la possibilità di guardarlo da prospettive nuove, di attribuirgli significati diversi, di restituire movimento a ciò che sembrava immobile.
Nella rappresentazione scenica, attraverso il corpo, il ruolo, le tecniche del doppio, dell’inversione di ruolo e del rispecchiamento, le esperienze trovano nuove possibilità di essere raccontate e trasformate.
Un filo conduttore che ha attraversato il percorso è stato quello delle nostre case interiori.
Abbiamo esplorato stanze dimenticate, porte rimaste chiuse troppo a lungo, finestre che chiedevano di essere aperte. Alcune case apparivano calde, altre sovraffollate di ricordi, alcune nostalgicamente silenziose, altre ancora sorprendentemente luminose.
Abbiamo potuto riconoscere le nostre stanze interiori, abitarle con maggiore consapevolezza e, talvolta, iniziare a ristrutturarle con uno sguardo più gentile verso noi stess*.
Accanto alle ferite sono emerse anche le risorse. Le ombre hanno trovato spazio senza essere negate, ma senza occupare tutta la scena. Le luci, spesso dimenticate o svalutate, hanno ripreso voce. È stato possibile riconoscere il coraggio nascosto dietro la paura, la tenerezza custodita dalla rabbia, la forza che continua a vivere anche dopo esperienze difficili.
Forse uno degli apprendimenti più significativi riguarda l’apertura all’altr*.
Entrare in relazione autentica richiede il coraggio di lasciarsi incontrare, di lasciarsi vedere e, insieme, la disponibilità a incontrare e vedere davvero chi abbiamo di fronte.
L’incontro autentico non impoverisce l’identità personale: la amplia.
Attraverso il riconoscimento reciproco, ciascun* ha potuto scoprire aspetti di sé che da solo difficilmente avrebbe incontrato.
La celebre poesia “Incontro a Due” di Jacob Levi Moreno, padre dello Psicodramma è un inno alla reciprocità e all’empatia:
“Occhi negli occhi, volto nel volto. E quando tu sarai vicino io coglierò i tuoi occhi e li metterò al posto dei miei, e tu coglierai i miei occhi e li metterai al posto dei miei. Allora io ti guarderò coi tuoi occhi e tu mi guarderai coi miei.”
Attraverso la tecnica dell’inversione di ruolo diventa possibile scambiarsi simbolicamente gli sguardi, possiamo superare le nostre centrature egoiche, esplorare ed arricchire i nostri punti di vista, vedendo la realtà attraverso la prospettiva dell’altro.

🌱Stefano ci testimonia: “grazie Cerchio della Vita, con voi mi sento a Casa e mi sento pensato. Le capacità maieutiche della direttrice di psicodramma Livia e la possibilità di condividere la nostra Umanità, anche scarnificata hanno aperto i pori della mia pelle e del Cuore donandomi la possibilità di sentirmi e sentirvi nella Compassione.FIORIRE insieme implica attenzione, cura, sensibilità e responsabilità .. grazie! ”
Alla conclusione del percorso non si esce “guariti”. Si esce, piuttosto #RiCreati, con una maggiore capacità di stare accanto alle proprie emozioni, di riconoscere i propri bisogni, di affidarsi alle relazioni come luoghi possibili di espansione e di crescita.
Si esce sapendo che le ferite possono diventare cicatrici che raccontano una storia e non soltanto un dolore, che sono l’attraversamento da compiere per scoprire e rinforzare le nostre risorse, i nostri talenti.
Il gruppo si prende una pausa estiva, e come scrive Erica lascia una traccia, segna un percorso, riflessi di gratitudine e promesse, si apre ad un nuovo inizio.
Ogni volta che qualcun* ha avuto il coraggio di entrare in scena, anche gli altri hanno trovato un pezzo della propria storia. E in quello spazio condiviso, costruito incontro dopo incontro, è accaduto qualcosa di profondamente umano: sette cuori hanno scoperto che la cura nasce dall’essere guardati, riconosciuti e accolti. Hanno costruito una casa comune, fatta di presenza, ascolto e autenticità.
Una casa che ciascuno, ora, porta con sé.

Dal 19 ottobre 2026, se ti senti richiamat* dalla nostra testimonianza, c’è spazio anche per te nella nostra casa, vieni a camminare con noi, arricchirai il nostro cerchio.
Livia con Erica, Irene, Isabel, Marianna, Matteo e Stefano.
Vuoi saperne di più? Scopri il percorso di psicodramma che si è appena concluso.
Ecco le nuove date a partire da lunedi 19 ottobre 2026:

Nel cerchio della vita: gruppo di psicodramma

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