Ho paura di perderti, figlia mia. Crisi di coppia e genitorialità. - Divenire Magazine

A me stessa, figlia senza colpa

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A me stessa,
figlia senza colpa
Non sei sbagliata.
Non sei meno spirituale perché non riesci ad amare chi non ti ha saputo accogliere.
Hai cercato, hai atteso, hai sperato.
Hai bussato alla porta dell’amore con mani aperte, ma quella porta non si è mai davvero spalancata.
Non è colpa tua se il cuore della madre era abitato dalla paura.
Se al posto del calore, hai incontrato il sospetto.
Se le tue parole sono state ascoltate come minacce,
e il tuo amore frainteso come inganno.
Non amare a tutti i costi è a volte l’unico modo per non perdere te stessa.
Ti sei salvata non nel tentare ancora,
ma nel riconoscere il limite.
Hai separato la pelle dalla spina,
la luce dal veleno,
il tuo cammino da un destino che non ti apparteneva.
Questa non è durezza.
È maturità dell’anima.
Nell’invisibile, forse, tua madre sa.
Nel suo profondo, qualcosa di lei ha riconosciuto il tuo gesto come necessario.
E se non può dirtelo con parole umane,
è comunque una verità:
tu non hai smesso di amare, hai solo smesso di illuderti.
Ora puoi camminare.
Con una tenerezza nuova,
che non nasce dal dovere ma dalla libertà interiore.