Buonanotte ansia: ritrovare il sonno con la Mindfulness

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C’è una scena indimenticabile nel film Mangia, prega, ama, in cui la protagonista, incapace di dormire, si alza in piena notte e scrive una lettera a Dio. «Mi serve un segno, solo un piccolo segno che tutto andrà bene».
Quella notte insonne, fatta di pensieri che si rincorrono e di cuore che batte troppo forte, è un’esperienza che molti conoscono bene. Quando la mente non si ferma, anche il corpo resta in allerta: il sonno si allontana, e l’ansia trova il suo spazio.
La mindfulness, come ha insegnato Jon Kabat-Zinn, nasce proprio per questo: per aiutarci a ritornare a casa, nel momento presente, e uscire dal vortice del rimuginio che alimenta stress e insonnia. Kabat-Zinn, nel suo celebre Dovunque tu vada, ci sei già, scrive che «non possiamo fermare le onde, ma possiamo imparare a surfare».
La pratica dell’attenzione consapevole non elimina l’ansia né forza il sonno, ma insegna ad osservare con gentilezza ciò che accade dentro di noi: i pensieri, le emozioni, le tensioni del corpo.
L’insonnia come sintomo di un eccesso di controllo
Molti autori, tra cui Matthew Walker (Why We Sleep) e Thích Nhất Hạnh, hanno descritto l’insonnia come il frutto di una mente che non riesce più a fidarsi della vita.
Il bisogno di controllare ogni dettaglio, di prevedere e prevenire, diventa un’abitudine mentale che ci tiene svegli anche quando tutto intorno tace.
Walker ricorda che “il sonno non è un lusso, ma un atto di cura verso noi stessi”.
E Thích Nhất Hạnh aggiunge: “Quando il corpo è qui e la mente è altrove, siamo divisi. Ritrovare la presenza significa tornare integri.”

Mindfulness e sonno: il ritorno al respiro

Numerose ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato che le pratiche di mindfulness riducono l’attivazione del sistema nervoso simpatico — quello che ci tiene in allerta — e favoriscono il rilascio di ormoni che facilitano il riposo e la rigenerazione.
Esercizi come il body scan o la respirazione consapevole aiutano a disattivare la modalità del “fare” e a riattivare quella dell’“essere”.
Invece di lottare con l’insonnia, impariamo ad ascoltarla come un messaggio: qualcosa dentro di noi chiede spazio, silenzio, attenzione.

Un percorso per dire “buonanotte” all’ansia

Da questa prospettiva nasce “Buonanotte ansia”, il percorso di Mindfulness per gestire l’ansia e riposare bene condotto da Cristina Paruta presso il Centro Divenire di Torre Boldone (e anche online).
Otto incontri per imparare a rallentare, ad accogliere il momento presente e a coltivare una routine di cura che accompagni il sonno, e non lo insegua.
Un cammino semplice e profondo, che trasforma l’insonnia in un’opportunità per conoscersi meglio, ridurre il rimuginio e ristabilire una relazione più gentile con se stessi.

Perché partecipare
Partecipare a questo percorso significa concedersi un gesto d’amore e di fiducia.
Significa smettere di combattere con la mente e imparare a dialogare con essa.

Ogni respiro consapevole, ogni pausa, ogni momento di silenzio può diventare un piccolo “sì” alla vita che scorre, anche quando non la controlliamo.
Perché a volte, per dormire davvero, non serve cercare di addormentarsi.
Serve solo lasciarsi andare.

🕊️ Il percorso “Buonanotte ansia” inizia il 4 febbraio al Centro Divenire di Torre Boldone. Otto incontri di gruppo per imparare a gestire l’ansia e migliorare la qualità del riposo attraverso la Mindfulness.
👉 Scopri di più e iscriviti qui

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