Non la posso vedere: senso di inferiorità e invidia - Divenire Magazine

Non la posso vedere: senso di inferiorità e invidia.

Nel suo Purgatorio, Dante descrive gli invidiosi come persone condannate ad avere gli occhi cuciti con del filo di ferro. Il “non vedere” sembrerebbe rimandare al fatto che l’invidia corrisponda all’incapacità di sopportare la visione della gloria dell’altro oppure che sia qualcosa di difficile da riconoscere perché essa è riluttante a svelare sé stessa. Come si manifesta l’invidia? Quali sono le sue caratteristiche, le sue espressioni tipiche? Nella mia esperienza essa si cela sotto i più diversi travestimenti e di certo non si presta ad una visione immediata. Continua a Leggere Non la posso vedere: senso di inferiorità e invidia.

Non mi avrai mai: la sessualità maschile tra mente, cuore, istinto - Divenire Magazine

Non mi avrai mai: la sessualità maschile tra mente, cuore, istinto.

Oggi Marco arriva con le idee chiare sul tema che vuole esplorare e mettere a fuoco. “Ultimamente sento che qualcosa di nuovo inizia a muoversi nel mio bacino. Là dentro inizia a circolare energia.Mi auguro che questo mi permetta prima o poi di sbloccare le mie resistenze a fare l’amore con mia moglie”. “Cosa senti che ti blocca Marco?”, gli domando. Continua a Leggere Non mi avrai mai: la sessualità maschile tra mente, cuore, istinto.

Perché gli uomini uccidono le donne che amano - Divenire Magazine

Perché gli uomini uccidono le donne che amano?

E’ certo che ci troviamo di fronte a delle costanti che circoscrivono e determinano il fenomeno. Sempre più spesso, quasi immancabilmente, la causa scatenante l’omicidio è un abbandono o una separazione, una messa in crisi del rapporto, un’affermazione di autonomia e di libertà delle vittime. Continua a Leggere Perché gli uomini uccidono le donne che amano?

Dati al buio. L'ombra della madre molesta sul mondo interiore maschile - Divenire Magazine

Dati al buio. L’ombra della madre molesta sul mondo interiore maschile.

Angelo, Ernesto ed Ennio hanno una cosa in comune e non lo sanno. È l’inconscio del cerchio che lo sa, perché ogni volta che portano qualcosa di loro, vengono trattati con estrema tenerezza e gentilezza. Di tenerezza e gentilezza, i tre ne sanno davvero molto poco perché hanno avuto delle “madri-vittima” che li hanno sottoposti ad una sorta di incantesimo che non permette loro di essere sé stessi e di sentire il piacere di vivere. Tutto è pesante, tutto è difficile, tutto sembra non avere senso in alcuni momenti. Continua a Leggere Dati al buio. L’ombra della madre molesta sul mondo interiore maschile.

Il padre ritrovato - Divenire Magazine

Il padre ritrovato.

“Oggi arrivo con la mia solita paralisi, le mie abituali indecisioni”, dice Marco come se volesse consegnarmele quelle indecisioni, in modo che io le aggiusti. Non so perché ma nonostante le sue parole io ho la sensazione che oggi stia per accadere qualcosa di nuovo… Io e Marco usciamo di recente da un lungo lavoro di recupero della responsabilità del suo benessere, volto ad uscire dalla passività e dalla delega del suo star bene a qualcuno fuori di sè, me compresa. Un lavoro che ci ha condotti in zone d’ombra della nostra relazione terapeutica. Continua a Leggere Il padre ritrovato.

Uscirne vivi: l'importanza dei riti di commiato alla fine di un rapporto. - Divenire Magazine

Uscirne vivi: l’importanza dei riti di commiato alla fine di un rapporto.

“E’ arrivato il momento, l’altra casa è pronta. Quando io e Samantha abbiamo deciso di separarci ho sperato che questo momento non arrivasse mai, mi faceva molta paura e non riuscivo ad accettarlo, ad accettare che dopo tanti anni insieme e quattro figli stesse finendo tutto. Avrei rivoluto indietro la mia Samantha, quella che avevo sposato 25 anni fa e non volevo accettare nemmeno i suoi cambiamenti, la sua crescita. Adesso che è evidentemente tutto perduto credo non avrebbe più senso restare nella nostra casa, è proprio arrivato il momento di andare”, esordisce Riccardo affranto. Continua a Leggere Uscirne vivi: l’importanza dei riti di commiato alla fine di un rapporto.

Specchio vuoto - Divenire Magazine

Specchio vuoto. Uomini fantasma.

Angelo se ne stava contrito con lo specchio in mano. Il gruppo aveva fatto un lavoro incredibile: per la prima volta quest’uomo di ventisette anni restava in silenzio, in contatto con tutto il suo senso di vergogna e inadeguatezza. Le parole, o per meglio dire, i labirinti di parole, erano il suo pane: giovane avvocato rampante, era conteso dai migliori studi della città. Quella sera aveva esordito nel gruppo dicendo che si trovava in un grosso guaio: la sua amante aveva deciso di trasferirsi a casa sua. Chiamare Federica un’amante è un eufemismo, perché Federica era una delle tante. Gli unici ad essere informati della perenne condizione di confusione affettiva di Angelo, erano, oltre me, gli uomini del gruppo. Continua a Leggere Specchio vuoto. Uomini fantasma.

Giulio: il re bambino - Divenire Magazine

Giulio: il re bambino.

Accolgo Giulio sull’uscio della porta e prima ancora che entri scorgo nel suo sguardo un’espressione di sconforto e di triste e rassegnata impotenza. Capisco che è uno dei suoi giorni no, quelli in cui gli pare che tutto vada da schifo e che non ci sia alcuna speranza che le cose cambino. Ci sediamo. “MI sento molto triste”, esordisce Giulio con insofferenza. “Si, vedo la tua tristezza e il tuo sconforto. Che succede?”, gli chiedo. “Sono stufo dei miei soliti automatismi, non ne posso più”. “Puoi dirmi di più?”, provo ad approfondire. Continua a Leggere Giulio: il re bambino.

La vertigine non è paura di cadere - Divenire Magazine

La vertigine non è paura di cadere.

“Oggi non ho nulla da dire. Ho passato una settimana decente, niente di speciale senza alti ne’ bassi. Il lavoro che abbiamo fatto nell’ultima seduta sul respiro è stato molto utile, sono stato molto meno ansioso del solito”. “Bene Franco, che ne dici di proseguire su questa strada? Ti propongo di metterti comodo. Appoggia la testa sul cuscino, metti una mano sulla pancia e una sul torace ed inizia ad ascoltare l’onda del tuo respiro. Rilassa la mandibola e lascia uscire l’aria dalla bocca se puoi. Cosa noti?” “Vedo un precipizio. Guardo il vuoto e sento che il mio cuore batte molto forte. Mi sento in ansia”. Continua a Leggere La vertigine non è paura di cadere.

La paura delle donne - Divenire Magazine

La paura delle donne.

“io? Andare a donne? Al massimo a prostitute, ma a donne no, è impossibile”, dice con sarcasmo Mauro. “è impossibile?”, rimarco io. “Sì, sì”, dice ridendo, “ io non mi sento all’altezza delle donne” “e perché?” “loro si aspettano moltissimo. Devi essere figo, avere la parlantina sciolta, farle sognare, farle divertire, farle sentire al sicuro….io sono bruttino e secco, ho un lavoro da impiegato, non pratico sport, e quando sono vicino ad una donna mi sento terribilmente in imbarazzo. Sento che si aspetta qualcosa da me ma non so esattamente cosa e vado in tilt”. “Capisco, anch’io quando mi sento così con qualcuno, quando provo vergogna e imbarazzo, tendo ad evitare quella persona o quella situazione. Ma a volte il prezzo dell’evitamento è troppo alto, specie, come nel tuo caso, se ci ritroviamo soli e infelici. Tu vorresti una compagna?”. Continua a Leggere La paura delle donne.