Le donne, la seduzione e la libertà di essere se stesse. Frammenti di un processo di autoaccettazione.

La seduzione non è scambio, è sfida, perché essere seducente significa non seguire il proprio desiderio   Jean Baudrillard Federica arriva felice in studio. “Dottoressa, sono stata via in vacanza e non ci crederà: ho incontrato un sacco di gatti e non sono morta di paura! Certo, c’erano delle volte in cui stavo attenta a cosa facevano, ma altre volte, la maggior parte, me ne … Continua a Leggere Le donne, la seduzione e la libertà di essere se stesse. Frammenti di un processo di autoaccettazione.

Relazioni abusanti: perché le donne restano?

La crocerossina Ricordate Candy Candy e le sue sofferenze d’amore? La giovane, cresciuta in orfanotrofio, si innamora di Anthony, “il principe della collina”, che muore in un tragico incidente a cavallo. Ma ciò che davvero appassionava le amanti di questo cartone animato era soprattutto la sua relazione sofferente e travagliata con Terence, un tipo spavaldo, anticonformista ma soprattutto … già fidanzato con Susanna, la quale … Continua a Leggere Relazioni abusanti: perché le donne restano?

Mi swappa o non mi swappa? L’amore ai tempi di Tinder.

Clara è una giovane donna di 37 anni, da poco tornata single dopo una relazione sentimentale durata sei anni e terminata dopo estenuanti battaglie e vani tentativi di riaccendere un sentimento che i troppi silenzi avevano inesorabilmente finito per spegnere. Clara tuttavia – a causa della sua storia passata e di un fortissimo timore del rifiuto, che trae le sue origini nell’infanzia – è terrorizzata … Continua a Leggere Mi swappa o non mi swappa? L’amore ai tempi di Tinder.

Nel vuoto posso scoprire chi sono. Gli adolescenti e l’individuazione.

Durante i primi colloqui chiedo spesso agli adolescenti: “Ti va di raccontarmi qualcosa di te?”, “Come ti descriveresti?”. Molti di loro mi guardano con occhi sbarrati come a dire: “Cosa mi stai chiedendo?” “Cosa devo risponderti?”. Effettivamente dietro a questa semplice domanda si celano moltissimi significati. Descrivere e raccontare chi si è non è impresa così semplice e scontata, soprattutto per gli adolescenti che sono … Continua a Leggere Nel vuoto posso scoprire chi sono. Gli adolescenti e l’individuazione.

Ulisse e Penelope. Raccontarsi con i miti.

…Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca versi tratti da “Itaca”, Konstantinos Kavafis   Quando guardiamo la nostra storia e decidiamo di provare a raccontarla, ci sentiamo spesso attratti dalle figure della mitologia classica. I miti sono racconti dall’enorme potere simbolico: … Continua a Leggere Ulisse e Penelope. Raccontarsi con i miti.

Il citofono zen. Grazie per non chiedermi chi sono.

Non so se io sia la sola ad essermelo chiesto. Probabile: dai pochi incontri di terapia all’attivo ho focalizzato che porto un tema di egocentrismo spiccato. Insomma mi colpisce parecchio che ogni volta che suono il citofono del Centro Divenire, mai che io senta una voce chiedermi: -Chi è?- Non è un campanello ad apertura automatica come quello di alcuni parrucchieri o medici: di là … Continua a Leggere Il citofono zen. Grazie per non chiedermi chi sono.

Come rimettere l’amore in circolo. Storia di vasi che non tengono e cuori che non battono più.

Danilo e Sara stanno insieme da 25 anni, ma ricordare e riattivare ciò che li ha fatti innamorare e che li rende una coppia è davvero difficile. Prendendo in prestito le loro parole: “La loro vita è tenuta insieme con lo scotch” ed è andata ulteriormente in frantumi a causa di un “forte esaurimento nervoso” che ha colpito la figlia Brigida, motivo per cui vengono … Continua a Leggere Come rimettere l’amore in circolo. Storia di vasi che non tengono e cuori che non battono più.

Guardo il mondo da un oblò. La paura di esporsi allo sguardo altrui.

Ogni fobia risale a un’angoscia infantile e ne è la continuazione, anche quando ha un altro contenuto e deve quindi essere diversamente denominata. Sigmund Freud Penso che una metafora mutuata dal mondo della marina, con particolare riferimento all’oblò delle navi, possa ben esprimere un’esperienza che sembra essere trasversale a tanti dei miei pazienti. L’oblò è una piccola apertura che permette di scrutare l’esterno, ma che … Continua a Leggere Guardo il mondo da un oblò. La paura di esporsi allo sguardo altrui.

Se i bambini non sanno più giocare “come se”. Carenza di gioco simbolico e problematiche in età adulta.

Ormai da tempo la psicologia e l’antropologia parlano del gioco come di un’attività estremamente preziosa, che fin dalla preistoria permette all’uomo di adattarsi in modo efficace al proprio ambiente di vita. Quando parliamo di gioco simbolico ci riferiamo a quella forma di gioco in cui il bambino – ma non solo – utilizza un oggetto al posto di un altro, finge di essere qualcuno che … Continua a Leggere Se i bambini non sanno più giocare “come se”. Carenza di gioco simbolico e problematiche in età adulta.

Buchi neri. I corto circuiti relazionali e la depressione.

Se si riesce guardarlo senza paura, l’inaspettato abbandona la sua maschera di estraneità e si mostra per quello che è. Carla Stroppa “Ieri ho detto a mio fratello che ho deciso di provarci seriamente con Francesca e che ho intenzione di licenziarmi. Lui, che conosce il travaglio di questa decisione, perché la storia a distanza va avanti da quasi cinque anni, non mi ha degnato … Continua a Leggere Buchi neri. I corto circuiti relazionali e la depressione.