Perché mi hai lasciato solo? Quando un bambino perde una figura di riferimento.

Il lutto nell’infanzia “Ciao Marta, piacere, io sono Elisabetta. Vieni, sediamoci qui per terra sul tappeto. Sai, la mamma mi ha raccontato cosa ti è successo e capisco che per te sia molto difficile riuscire a parlarne con me… in fondo mi vedi oggi per la prima volta nella tua vita e forse penserai: ma cosa vorrà mai questa da me, proprio oggi che è … Continua a Leggere Perché mi hai lasciato solo? Quando un bambino perde una figura di riferimento.

L’essenza dell’assenza. Che profumo ha il mio dolore?

Nel lutto il mondo si è impoverito e svuotato, nella melanconia impoverito e svuotato è l’Io stesso.   Sigmund Freud   Io lo so, come dite voi, che il passato è passato, che esiste solo il presente e che ancora il futuro non esiste. Solo che il passato mi insegue. Cioè, voglio dire, se io mi fermo e mi riposo. Il passato è lì. Nei miei sogni, nelle immagini tra il … Continua a Leggere L’essenza dell’assenza. Che profumo ha il mio dolore?

Come sulle altalene: relazioni di coppia oscillanti.

Il conosciuto non pensato diventa pensato nello stesso modo in cui si è sviluppato: attraverso i rapporti oggettuali   Bollas “Ogni volta è la stessa storia” mi dice Edoardo nei nostri primi incontri. Edoardo ha 32 anni e da circa 3 anni si è lasciato con la sua ragazza con la quale è stato fidanzato per circa due anni. Una relazione molto intensa nella quale … Continua a Leggere Come sulle altalene: relazioni di coppia oscillanti.

Oltre la siepe. Una storia di malattia e di cura. La testimonianza di L.

Tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia Karen Blixen Ricevo e pubblico questa testimonianza che mi ha molto commossa, è una storia autentica che abbiamo reso anonima per proteggere l’identità della persona che l’ha prodotta. Molto spesso, purtroppo, nei reparti ospedalieri medici e personale sanitario dimenticano che le persone non sono soltanto la malattia che li ha colpiti ma … Continua a Leggere Oltre la siepe. Una storia di malattia e di cura. La testimonianza di L.

I messaggi che il bambino comunica con l’enuresi notturna.

“Sonia non ha davvero nessun problema, è una bambina serena e felice; ha 7 anni, è la maggiore delle nostre 3 figlie. Lei è molto sicura di sé e molto matura per la sua età. Solo ultimamente noto che fa sempre di tutto per attirare su di sé la nostra attenzione e quella delle insegnanti”. La descrizione di Sonia da parte dei genitori continua, senza … Continua a Leggere I messaggi che il bambino comunica con l’enuresi notturna.

I veli e le fette. Come sopravvivere alla psicoterapia.

Iniziare una psicoterapia indica che si è pronti, magari inconsciamente, a lasciarci dire ciò che di noi non sappiamo vedere e che genera situazioni di disagio. Superata l’inevitabile resistenza iniziale a quanto mostrato, cosa che può richiedere da due mesi a due anni, si comincia a intravedere la persona con cui viviamo e che chiamiamo Me. Non sempre questo Me ci garba, anzi, ma avvertiamo … Continua a Leggere I veli e le fette. Come sopravvivere alla psicoterapia.

Come mettersi in un gruppo di terapia.

Ovvero le principali modalità per stare nel gruppo. Modalità ‘cecchino’ La persona si appropria dell’angolo più remoto della stanza, non si leva la giacca se in inverno, fa sporgere dal bavero solo gli occhi con cui fissa torva gli astanti. Si tiene strette le ginocchia, non emette suoni e il sottotitolo è: quanto mai mi hanno obbligato a stare in mezzo a questo branco umano … Continua a Leggere Come mettersi in un gruppo di terapia.

Come spezzare le care e vecchie abitudini.

Io sono molto abitudinaria. Mi piace tornare a casa e dopo cena guardare un film, restare al caldo, andare a letto presto. Ma mi piace davvero o è semplicemente diventata una comoda vecchia abitudine di cui potrei anche fare a meno? In una classe di 5Ritmi gli schemi, le abitudini, escono subito. E sono lì, di fronte a te, illuminate da un faro: non puoi … Continua a Leggere Come spezzare le care e vecchie abitudini.

Due alberi. Una metafora e un simbolo per parlare di ciò che siamo e ciò che mostriamo.

“Noi esseri umani siamo come gli alberi, radicati al suolo con un’estremità, protesi verso il cielo con l’altra, e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene” Alexander Lowen Passeggiando in un bosco mi sono imbattuto in questo albero. Spiccava verde nella spoglia vegetazione invernale. Avvicinandomi, tuttavia, mi sono reso conto che la realtà non era ciò che sembrava: a esser … Continua a Leggere Due alberi. Una metafora e un simbolo per parlare di ciò che siamo e ciò che mostriamo.

Il silenzio e le parole. Il tempo giusto per raccontare.

Porta con te un po’ di tempo da farci star dentro il nostro silenzio che sappia accudire i nostri racconti e non li disperda tra i rumori del mondo Angelo Andreotti, “La faretra di Zenone” Ho incontro Adele durante il primo incontro di un laboratorio narrativo che vuole sollecitare la produzione di storie e di testimonianze di malattia e di cura di pazienti e dei … Continua a Leggere Il silenzio e le parole. Il tempo giusto per raccontare.